È morto oggi, il 31 ottobre, l’attore scozzese Sean Connery. Aveva compiuto 90 anni il 25 agosto. Per molti rimarrà per sempre l’agente segreto con licenza di uccidere, ma nel corso della sua carriera aveva vinto numerosi premi per interpretazioni altrettanto memorabili, tra cui l’Oscar come miglior attore non protagonista per The Untouchables-Gli intoccabili nel 1988 e tre Golden Globe. 

Prima di farsi conoscere sulle scene inglesi, Sean Connery si era adattato a svolgere un’infinità di lavori, tra cui il modello, il muratore, il bagnino e il garzone di una latteria. Dopo alcune esperienze teatrali e televisive nel corso degli anni ’50, la svolta decisiva avviene nel 1962, quando Connery viene scelto da Albert Broccoli e Harry Saltzman per interpretare James Bond, ruolo che ricoprì in sette pellicole. 

Sebbene qualcuno lo ricordi soprattutto per l’A 007, Connery cercò in tutti i modi di non rimanere intrappolato in un unico ruolo. Così, grazie alla versatilità e al talento che lo contraddistinguevano, si cimentò in personaggi differenti e impegnativi, con registi come Sidney Lumet, Alfred Hitchcock e John Huston. Un grande consenso della critica arrivò con l’interpretazione di Guglielmo da Baskerville, ne Il nome della rosa (1986). Con The Untouchables-Gli Intoccabili (1987) di Brian De Palma, Connery recitò accanto a Kevin Costner, Robert De Niro e Andy Garcìa, e ottenne la definitiva consacrazione. L’interpretazione gli valse un Premio Oscar e un Golden Globe nella categoria miglior attore non protagonista. Pochi anni dopo lo abbiamo visto in Indiana Jones, L’ultima crociata di Spielberg e Caccia a Ottobre Rosso. Nel 2000 interpretò Gus Van San in Scoprendo Forrester e, solo cinque anni dopo, l’annuncio di volersi ritirare dalle scene. 

E anche se una volta disse: “Forse non sono un buon attore, ma qualsiasi altra cosa avessi fatto, sarei stato peggio”, noi lo ricorderemo sempre e indubbiamente come un attore superlativo e un’icona di fascino senza tempo. 

Amalia Apicella