È iniziato questa mattina lo sgombero di Idomeni, in Grecia, dove almeno 8400 profughi sono accampati dopo la chiusura della frontiera macedone. I migranti saranno deportati in centri strutturati, creati ad hoc, soprattutto a Salonicco. 400 agenti in tenuta antisommossa e un elicottero a sorvegliare le operazioni. Vietato l’accesso ai giornalisti.

L’accampamento di profughi ad Idomeni, diventato uno dei simboli della xenofobia dell’Europa, sarà sgomberato.
Le operazioni sono cominciate all’alba di questa mattina, dopo l’intensificazione della presenza poliziesca nei giorni scorsi. I circa 8400 migranti presenti, ammassatisi dopo la chiusura della frontiera macedone e della cosiddetta “rotta balcanica”, verranno deportati in centri “più strutturati”, soprattutto a Salonicco.

Le operazioni di sgombero, riferiscono le autorità greche, si stanno svolgendo “con calma” e al momento senza tensioni, anche se sono sorvegliate da un elicottero e da 400 agenti in tenuta antisommossa. I migranti vengono accompagnati su pullman che li sposteranno gradualmente.
Ai giornalisti è proibito l’accesso al campo.
Le operazioni, secondo i piani delle autorità, dureranno circa una settimana, massimo 10 giorni.

Save the Children, ong presente a Idomeni, sta continuando a distrubuire aiuti umanitari ai migranti presenti nel campo e sta chiedendo alle autorità greche che lo spostamento delle persone avvenga senza violenza. Non solo: anche le condizioni dei campi strutturati in cui le persone verranno trasferite dovranno rispettare gli standard europei. “Sappiamo che non è sempre così – racconta ai nostri microfoni Michele Prosperi di Save the Children – spesso non ci sono bagni sufficienti e le condizioni non sono adeguate”.

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