Al Teatro Arena del Sole “Due vecchiette vanno a nord”

Gli spettacoli non invecchiano, dopo 10 anni “Due vecchiette vanno a nord” è come nuovo e divertentissimo. Angela Malfitano e Francesca Mazza deliziano il pubblico della sala Thierry Salmon dell’Arena del sole di Bologna interpretando due attempate sorelle che, come bambine, affrontano un’avventura per cercare la tomba del padre nei dintorni di Amiens per comunicargli la morte della madre.

L’allestimento è semplice quanto efficace: quattro file di neon sul palco che diventano luci di un ascensore, del forno crematorio, filari di cipressi di un cimitero o luci da discoteca. Un solo elemento scenico centrale si trasforma da poltrone di un cinema a bancone di un bar, a sedile di guida di un autobus da 60 posti, fino a diventare la tomba del padre morto 25 anni prima e sepolto nel nord della Francia, lontano dalla moglie e dalla figlia minore, assistito solo dalla maggiore Annette.

Per quanto l’argomento sembri triste e macabro: la morte di una madre e la ricerca della tomba del padre in cimiteri di provincia, lo spettacolo è esilarante e godibile grazie sia al testo ben costruito dal drammaturgo francese Pierre Notte, non per nulla insignito di alti riconoscimenti come il cavalierato delle arti e delle lettere, nonché il Molière di Théatre privé, sia per l’interpretazione di impeccabile humor da parte delle due attrici.

Degni di nota i suoni di Alessandro Saviozzi che guidano il pubblico lungo il roccambolesco viaggio delle due sorelle suscitando riso irrefrenabile facendo immaginare, dai rumori, le situazioni che si vengono a creare attorno alle protagoniste. Curate le basi musicali del musicista Guido Sodo e le interpretazioni canore da parte delle attrici di famose canzoni francesi che fanno parte dei ricordi familiari delle vecchiette in lutto.

Ridere della morte sembra irriverente, eppure spesso, in tutte le famiglie, nei momenti che il rituale prevederebbe come più solenni, il riso erompe e scompiglia la pretesa compostezza. Così le due sorelle finiscono per ridere del fatto di aver mancato il momento della morte della madre andando a teatro per vedere un Pinter che parlava di ospedale e malattia; ridono del ritrovamento tra le ceneri della defunta della sua inossidabile spilla in titanio; ridono dell’aver “preso” un autobus, incustodito e con le chiavi inserite per andare, di cimitero in cimitero, a cercare il padre; ridono delle loro vite, dei sacrifici fatti, degli amori avuti o mancati, della loro amicizia e complicità di sorelle ritrovata grazie al lutto.

Il riso, proprio come nelle famiglie reali, è sempre un elemento mescolato al litigio, all’insulto, al rimbrotto e non è raro ridere nel bel mezzo di un feroce attacco al familiare, sciogliendo il dolore e la rabbia in affettuosa complicità. Le due vecchiette ci ricordano che la mescolanza dei sentimenti verso i propri cari è connaturata all’essere famiglia, che le avventure da ricordare sono quelle impreviste e che non c’è un limite d’età per osare, per amare e divertirsi.

Perfette le due signore sulla scena: Malfitano ribelle sorella minore, una bambina diventata troppo presto un’anziana in foulard e scarpe basse dopo essersela goduta con gli uomini che capitavano a tiro nel negozio di famiglia; Mazza consapevole figlia maggiore, che ha rinunciato alla sua vita sentimentale forse per restare nel ruolo di assennata ragazza di buona famiglia e che, da anziana non disdegnerebbe una rivincita con un giovane incontrato casualmente.

Un ora e venti di umorismo e risate in compagnia di due attrici che meritano tutto il nostro plauso.