””/

Oltre 200 milioni di investimenti, conciliazione tra tempo di lavoro e tempo libero, rafforzamento dei premi produttivi e delle relazioni sindacali. I lavoratori della Ducati sono chiamati a votare l’accordo sottoscritto da Fiom, Fim e Uilm. Il mercato dei motori non è in crescita, ma si punta su ricerca e salvaguardia dell’occupazione.

Mentre i tavoli di crisi al Mise hanno raggiunto ormai un record, con migliaia di lavoratori che rischiano il posto, a Bologna c’è un’isola felice, dove azienda e sindacati siglano un accordo che porta più investimenti e formule innovative, come la conciliazione del tempo di lavoro e del tempo libero.
È la Ducati, la fabbrica motoristica di Borgo Panigale, dove proprietà e sindacati hanno raggiunto un accordo decisamente in controtendenza rispetto all’andamento dell’economia nazionale.

Da domani, martedì 26 febbraio, i lavoratori della Ducati si riuniranno in assemblea per conoscere i dettagli dell’accordo ed esprimere il loro parere in un referendum, grazie al quale potrà arrivare o meno il via libera definitivo.
Sono 205 i milioni di euro di investimenti contenuti nel documento sottoscritto da Fiom, Fim e Uilm, di cui oltre 40 sul prodotto, più di 40 sulla struttura e oltre 110 in ricerca e sviluppo.
“L’accordo si basa su tre pilastri – spiega ai nostri microfoni Mario Garagnani, delegato Fiom – Il primo riguarda l’assetto industriale e la centralità dello stabilimento di Borgo Panigale, il secondo è rappresentato da una ventina di punti che devono migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori all’interno di Ducati e il terzo pilastro è quello relativo alla parte economica”.

A colpire sono soprattutto le misure volte a conciliare il tempo di lavoro con il tempo libero. Tra queste troviamo le ferie solidali, che permettono a lavoratori con ferie in eccesso dagli anni precedenti di devolverle a colleghi che hanno difficoltà con l’accudimento dei famigliari.
Vi è poi la possibilità di flessibilità in un quarto d’ora in entrata, anche per gli operai alla catena di montaggio.
Confermato lo smart working, che prevede che un giorno a settimana gli addetti possano lavorare da casa, ma chi per attrezzature e tipologia di mansione non può, potrà sperimentare lo “smart company working“, la possibilità di organizzarsi l’orario di una giornata una volta a settimana.
Infine la possibilità di scambiare tempo libero con salario, cedendo una quota di tredicesima in favore di 5 giorni in più di ferie.

Tutto ciò avviene nonostante il mercato delle motociclette con cilindrata superiore ai 500 cc non sia in crescita, sottolinea il sindacalista. La crisi di cui potrebbe risentire anche Ducati, però, viene affrontata da un lato con gli investimenti e la ricerca per nuovi prodotti, in modo da conquistare maggiori quote di mercato, e dall’altro con il mantenimento dei posti di lavoro, che in anni favorevoli sono cresciuti di 137 unità, arrivando a 1200 posti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARIO GARAGNANI: