Chi mastica la questione di genere non si sorprenderà nel conoscere i risultati del questionario “Covid-19, allarme povertà e precarietà delle condizioni di lavoro delle donne” dell’associazione Orlando. Dalle risposte delle quattromila donne sondate, di cui un terzo a Bologna, emerge come l’emergenza abbia appesantito una situazione di svantaggio preesistente, fatta di povertà, pochi sostegni pubblici e carico domestico.
I risultati dettagliati della ricerca verranno presentati domani sera, 27 maggio, alle 19.00 in diretta sulla pagina Facebook del Centro delle Donne di Bologna.

Donne ed emergenza Covid: il questionario

La ricerca si è svolta attraverso un questionario online, compilato sia da uomini che da donne, anche se queste ultime rappresentano la maggioranza assoluta (88%). Il questionario è stato diffuso con il passaparola e caricato sul sito dell’associazione.
A rispondere sono state quattromila persone, di cui poco più di un terzo (34%) residenti a Bologna, mentre le restanti distribuite fra città del nord, centro e sud Italia.

Il primo dato che emerge dalla ricerca riguarda la condizione economica delle donne. Tutte quelle comprese tra i 18 e i 65 anni percepiscono un reddito annuale inferiore ai 25mila euro, mentre il 46% percepisce addirittura meno di 15mila euro all’anno. “Una condizione di povertà economica già nota e marcata prima dell’emergenza, situazione aggravata peraltro dal dato costituito da un 88% dei/delle rispondenti che non riceve nessun supporto statale come, ad esempio, legge 104, bonus bebè, reddito di cittadinanza”, osserva Giulia Sudano, presidente di Orlando.

Durante la Fase 1 dell’emergenza le cose non sono certo migliorate. Sei donne su dieci segnalano l’aumento del carico di lavoro domestico, sia per l’accudimento di figli/e, anziani/e in casa, persone non autosufficienti, sia per le attività quotidiane di lavoro casalingo.
Una nota positiva, che però riguarda tutti e non è inserita in una prospettiva di genere, è il miglioramento della qualità dell’aria durante il lockdown, che è stato apprezzato da quasi tre persone su dieci.

La presentazione e le richieste alle istituzioni

Nell’incontro di domani i risultati aggregati saranno discussi insieme a Marilena Pillati (consigliera regionale e docente di Statistica), Valentina Bazzarin (ricercatrice, analista Digitalfems), Silvia Taviani (Policy&Law Programme Coordinator, Save the Children) e Sara Martelli (attivista Pro-choice – rete italiana contraccezione aborto).

“Con questa rilevazione – osserva l’associazione – il nostro obiettivo è raccogliere ed elaborare dati da presentare alle istituzioni, in particolare al Comune di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna, utili come base di conoscenza per sviluppare politiche e azioni efficaci rispetto alle numerose e sistematiche discriminazioni di genere, già preesistenti l’emergenza, con uno sguardo attento alle implicazioni future dell’attuale crisi”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIA SUDANO: