É uscito in libreria il 16 Settembre “Feminist Art. le donne che hanno rivoluzionato l’arte”, scritto da Valentina Grande, sceneggiatrice e studiosa d’arte, e illustrato da Eva Rossetti. L’idea di questo progetto è nata da Marco Ficarra, editore della casa editrice Centauria, il quale ha scelto di sensibilizzare sia in questa produzione sia in altre, un argomento così importante nei giorni nostri come la condizione delle donne nell’arte.

La collaborazione con l’illustratrice Eva Rossetti è iniziata con la stesura del precedente libro di Valentina Grande “Il mio Salinger”, ma è diventata molto più intensa con Feminist Art: infatti le due autrici hanno lavorato parallelamente, influenzandosi reciprocamente e costruendo insieme questo progetto.

Donne nell’arte nel 1968: le ‘anime’ del movimento femminista

Valentina Grande afferma: “L’arte femminista non è l’arte realizzata da donne, non è un movimento che si differenzia per scelte tecniche o per forme innovative, ma è un movimento artistico e politico in cui le artiste erano attiviste per i diritti delle donne e utilizzavano l’arte come mezzo di lotta.”

L’obiettivo di questo libro infatti, che fa convergere al suo interno varie visioni del femminismo riuscendo a raggiungere diversi strati culturali del pubblico, è quello di far comprendere la nascita e la vera natura del movimento femminista legato all’arte. Il punto di partenza è il celebre ‘68, data di inizio del Secondo Movimento Femminista, che ha determinato una maggiore presa di coscienza da parte delle donne della loro condizione sociale e, conseguentemente, un grande attivismo politico che ha utilizzato l’arte come uno dei suoi principali mezzi di diffusione.

Le protagoniste, che Valentina nella nostra intervista definisce ‘anime’, quasi a voler sottolineare la sua vicinanza emotiva a queste grandi artiste, sono Judy Chicago, una delle prime attiviste a svolgere un tipo di lavoro collaborativo con altre donne, Faith Ringgold, afroamericana che ha combattuto sia la battaglia femminista, che quella per i diritti civili, Ana Mendieta, esule cubana e le Guerrilla Girls, che rappresentano simbolicamente tutte le artiste impegnate in questo campo.

ASCOLTA L’INTERVISTA A VALENTINA GRANDE: