Nel pomeriggio di sabato 30 maggio, in piazza Nettuno a Bologna, le donne e gli uomini migranti si danno appuntamento per una manifestazione promossa da Coordinamento Migranti. Le ragioni della protesta vanno dalla contrarietà ad una regolarizzazione limitata solo a braccianti e badanti, come contenuto nel Decreto Rilancio, per un permesso di soggiorno europeo e incondizionato e contro le condizioni in cui vivono i migranti nei centri di accoglienza.

Migranti: le ragioni della manifestazione

“Era ora che arrivasse una regolarizzazione dei migranti – osserva ai nostri microfoni Babacar di Coordinamento Migranti – ma noi non condividiamo le modalità con cui è stata proposta, perché mette le persone nelle mani dei padroni, le espone alla ricattabilità. Devono potersi regolarizzare anche i migranti che lavorano nell’edilizia, quelli che lavorano nella logistica, tutti devono poter avere un permesso di soggiorno europeo, non solo quelli che possono essere utilizzati nei campi perché la frutta e la verdura stanno marcendo”.

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La regolarizzazione è ciò che permette l’accesso anche ad una serie di servizi, non ultimo quello sanitario che è vincolato alla residenza. Con l’epidemia di coronavirus diventa ancor più importante per i migranti poter accedere alle cure. Questo aspetto è particolarmente sentito dalle donne migranti, specialmente quelle con figli.

“Siamo molto in difficoltà da quando siamo qui, già prima della pandemia – osserva ai nostri microfoni Aminata, sempre del Coordinamento – Non ci sono tante possibilità per noi donne. Senza un permesso di soggiorno e una sicurezza le donne si trovano in situazioni di pericolo e non possono nemmeno curarsi o curare i propri figli”.
Centrale per le donne migranti è il tema dell’autonomia, che deve essere sia economica che abitativa. La normativa italiana rende difficoltosa raggiungerla una volta fuori dal sistema di accoglienza.

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Un’ulteriore ragione di protesta riguarda le condizioni dei e delle migranti nei centri di accoglienza cittadini, soprattutto i cas. Il Coordinamento denuncia che in strutture come il Mattei continua a non essere possibile garantire il distanziamento sociale necessario per ridurre i rischi dei contagi.
“Le persone dormono in letti a castello – osserva Babacar – e sono chiuse in quelle strutture. Se scoppia la malattia là dentro son dei problemi per tutti”.

Le modalità della manifestazione

L’appuntamento di Coordinamento Migranti è alle 16.00 in piazza Nettuno. Come accade per tutte le manifestazioni in questo periodo, gli organizzatori dovranno garantire la distanza di un metro tra le persone e l’uso della mascherina.
“Staremo lì – osserva Babacar – non ci sarà un corteo. Nonostante questo faremo come abbiamo sempre fatto, prenderemo la parola per dire perché non accettiamo questa regolarizzazione”.

L’iniziativa bolognese rientra in una mobilitazione internazionale che si svolgerà in diversi Paesi del mondo, dalla Francia al Marocco, dal Libano alla Germania, dalla Turchia alla Spagna fino appunto all’Italia. Lo scopo è quello di rompere l’isolamento delle vite e delle lotte e prendere parola al grido di: “vogliamo un permesso di soggiorno europeo incondizionato!”.