È una storia affascinante e piuttosto travagliata quella che ruota attorno a “Donnacirco”, il primo album femminista italiano. E le difficoltà che ha incontrato si sono ripetute due volte, la prima nel 1974 e la seconda ai giorni nostri. Dopo una serie di acrobazie – del resto si parla di circo – finalmente ha visto la luce e ora è disponibile in formato digitale e in cd, mentre il 2 luglio arriverà anche il vinile.
La versione originale risale al 1974 e porta la firma di Paola Pallottino, già paroliera di Lucio Dalla, e di Gianfranca Montedoro. Le voci che compongono il disco uscito il 4 giugno scorso, invece, sono di dodici artiste indipendenti italiane, tante quante le tracce dell’album.

Donnacirco, l’album femminista del 1974 reinterpretato oggi

L’album originale è del 1974. Pallottino scrisse dodici canzoni che, attraverso la metafora dei numeri del circo, raccontava la condizione femminile degli anni ‘70. I brani furono interpretati da Giancarla Montedoro, voce jazz dell’epoca. Il disco fu registrato, stampato ma mai distribuito e questo rimase un rimpianto. Negli anni Pallottino chiese a diverse artiste di reinterpretarlo, ma per oltre quarant’anni ciò rimase solo un proposito. E un rimpianto. Almeno fino a quando l’autrice non incontrò Susanna La Polla De Giovanni, in arte Suz, che ai nostri microfoni racconta dell’incontro e della decisione di lavorarci, ma coinvolgendo altre artiste fino a farlo diventare un album corale, collettivo.

«Donnacirco è una metafora della condizione femminile degli anni ‘70 – spiega Suz – che purtroppo è anche la condizione femminile degli anni 2000». I temi affrontati nell’album, come l’aborto, il femminicidio, la parità mancata nelle relazioni di coppia sono ancora attuali e ciò rende il racconto dei brani del disco adatto anche per il presente.
Le canzoni sono state riarrangiate e prodotte da Ezra Capogna, «l’unico uomo che ha fatto parte del progetto», sottolinea Suz, e sono state suonate da Chiara Antonozzi (basso), Irene Elena (chitarra) e Vittoria Burattini (batteria), Laura Agnusdei (sax), Sara Ardizzoni (chitarra) e Marcella Menozzi (chitarra).

È stata proprio la pandemia a complicare nuovamente i lavori del disco e a rallentarne l’uscita. Le musiche sono state registrate nell’estate scorsa, nelle piccole finestre di tempo concesse dall’emergenza sanitaria, mentre le voci sono state incise successivamente, con un lavoro che, sottolinea Suz, è stato necessariamente a distanza.
Le difficoltà, alla fine, sono state superate e l’album del 2021 è uscito, impreziosito da una nuova immagine di copertina disegnata dalla illustratrice di fama internazionale, Francesca Ghermandi.

A reinterpretare le dodici canzoni dell’album sono artiste della scena indipendente italiana. In particolare, Angela Baraldi, Vittoria Burattini (batterista dei Massimo Volume che si cimenta alla voce), NicoNote (Nicoletta Magalotti), Valeria Sturba, Enza Amato, Alice Albertazzi, Eva Geatti, Francesca Bono (cantante degli Ofeliadorme), Marcella Riccardi, Meike Clarelli, la stessa Suz e Una (Marzia Stano).
«Per ascoltare il disco in un’esibizione del vivo bisognerà aspettare il prossimo autunno – spiega Suz – ma dopo il 2 luglio, data di uscita del vinile, ci saranno delle presentazioni, in particolare la prima data sarà da Semm Music Store e poi il 7 luglio a Frida nel Parco con Laura Gramuglia».

ASCOLTA L’INTERVISTA A SUZ:

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