Il sindaco della città siciliana, che ospiterà le esequie delle 366 vittime di Lampedusa, parteciperà alla cerimonia solo per rappresentare i suoi concittadini, ma sottolinea tutte le contraddizioni di una cerimonia che potrebbe trasormarsi in una passerella.    

Si celebreranno oggi, alle 16, ad Agrigento, i funerali delle 366 vittime della tragedia di Lampedusa del 3 ottobre scorso. Una cerimonia senza bare, poichè i resti delle vittime sono già stati tumulati.

Alla fine ci sarà, “ma solo per rappresentare la mia terra che, rispetto a questa tragedia, ha fatto tutto quello che si doveva fare e l’ha fatto in silenzio” dichiara polemico il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto.

“Abbiamo sentito la tragedia di questi nostri fratelli come nostra, come ha fatto il popolo di Lampedusa” dice Zambuto. A testimoniare quanto affermato dal primo cittadino, la decisione spontanea di alcuni agrigentini, di tumulare i corpi dei migranti, all’interno delle loro cappelle di famiglia, nel cimitero cittadino.

“Mi rimane -continua il sindaco- qualche perplessità rispetto a questa cerimonia, dovuta alla presenza di ambasciatori del regime eritreo, che con le sue politiche provoca le fughe dei migranti.”

Non si possono, da un lato avere rapporti economici con questi paesi, e, dall’altro, piangere queste salme.” afferma risoluto Zambuto.

“Il governo -conclude- ha il dovere di fare chiarezza sulla propria politica internazionale, altrimenti il rischio è che tutto questo sia soltanto una passerella.”