Causa incidente alla mano, il previsto Pierannunzi sarà sostituito dal bravissimo Enrico Zanisi al piano             

                                               

      On Stage

Enrico Zanisi, romano, classe 1990: vederlo inclinato sulla tastiera fa pensare a un Bill Evans (e sentendolo alle prese con una ballad il paragone non è peregrino). La vittoria del Top Jazz 2012 come “miglior nuovo talento” del jazz italiano è solo uno dei numerosi riconoscimenti di una carriera che in breve tempo ha preso un incredibile slancio. Il Cd in trio Life Variations (2012) è stato il biglietto da visita che lo ha definitivamente consacrato: lirismo e swing istintivi, una tavolozza espressiva di una maturità impensabile per un ventenne. Ma eloquente era già il suo disco d’esordio (Quasi troppo serio, 2008), in cui si distinguevano la profondità delle sue composizioni e la curiosità verso un repertorio che si allargava da Robert Schumann a Burt Bacharach, focalizzandosi anche sugli standard. Oltre a guidare un proprio trio, Zanisi vanta collaborazioni con Giovanni Tommaso (negli Apogeo), Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Francesco Cafiso, Roberta Gambarini, Sheila Jordan, David Liebman, Andy Sheppard. Nella sua più recente prova discografica da leader, Blend Pages (2018), lo si ascolta in compagnia di Gabriele Mirabassi e Michele Rabbia

                                       Big Band Theory

Prima di diventare uno dei più apprezzati compositori ed orchestratori di musuca da fil e telefilm, Quincy Jones capitanava una calibratissima grande orchestra di be bop, assolutamente radicata nella tradizione jazzistica.

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