La “svolta” africana di Dave Holland convince il folto pubblico accorso per ascoltare un mito del contrabbasso e del jazz.

Sold Out all’Unipol Auditorium per l’atteso concerto di Aziza, gruppo capitanato dal contrabbassista Dave Holland ed arricchito da elementi preziosi come il saxofonista Chris Potter, il batterista Erik Harland e il chitarrista Lionel Lueke

La musica proposta da una parte segue il filone classico tracciato da Holland, ricco di un sound elegante caratterizzato da un beat funky chcapace di esaltare le enormi capacità strumentali dell’artista, dall’altro inserisce un elemento di “africanitudine” tramite Lueke, chitarrista del Benin che sa bene intrecciare sonorità dolci tipiche delle melopee della grande Madre Nera, momenti funky-rock e grammatiche più espressamente jazzistiche. Un terreno assai proprizio per un virtuoso delle ance quale Chris Potter, che alterna i suoi intervento sia al tenore che al sax soprano. Una formazione che esprime un suono adamantino, senza sbavature, merito anche di Harland che alle percussioni garantisce un ritmo preciso e puntuale nell’ assecondare le sollecitazioni provenienti dal leader.

Un set che parte già ben impostato, mostrando fin da subito le sue qualità potenziali, ma forse rimanendo inizialmente troppo “educato”, quasi un compito svolto diligentemente. Ma quest’aurea di saggio di bravura stumentale stilistica si tramuta a poco a poco in un sound più diretto, vissuto e privo di prudenze di maniera. Un’escalation evidentemente preparata dal navigatissimo Dave Holland per prendere la platea e portarla progressivamente al pathos necessario, dove fare risaltare i torrenziali duo sax/batteria, le cadenze iterate per una chitarra in cerca di nuove sonorità (spesso accompagnate anche dalla melliflua voce del chitarrista) e momenti di alta e profonda evocazione da solo contrabbasso, situazione eccellente per una cavata millimetrica e spessa come quella di Holland, sicuramente uno dei grandi eredi delle geometrie ritmiche degli Oscar Pettiford o Scott La Faro.

Il pubblico rimane preso nella ragnatela di suoni tessuti di Aziza e risponde applaudendo calorosamente, strappando il meritato bis ai musicisti.

Usciamo tutti soddisfatti dall’Auditorium, dandoci appuntamento per i prossimi appuntamenti del Bologna Jazz Festival, felici per una notte, ignari che nel frattempo l’America mandava Caligola-Trump alla Casa Bianca…