Dalle antiche avventure davisiane ai più recenti funky, l’ultimo week end del Bologna Jazz festival inizia alla grande!

Chi c’è nel Piatto ?

Bennie Maupin, classe 1940 di Detroit, ha decollato artisticamente con le esperienze di Miles Davis nella svolta funky fine anni ‘6 e inizio ’70 (vedi la sua decisiva presenza nel davisiano “Bitches Brew“). Clarinetto, flauto e sax, Maupin rappresenta bene quella wave di saxofonisti impegnati sui diversi fiati possibili alla ricerca di un polistrumentismo ricco di sfumeature e timbriche alternative.

Dopo questi roboanti inizi, Bennie Maupin partecipa con Herbie Hancock al gruppo Mwandishi, sempre in un impronta di incontro tra il jazz e il funky, con tanto di orgoglio africano, così da ribattezzarsi tutti i nomi dei componenti della combo in lingia Swahili: Mwile/Bennie Maupin, Mchezaji/Buster Williams, Jabali/Billy Hart, Mganga/Eddie Henderson, Pepo Mtoto/Julian Priester, and Ndugu/Leon Chancler.

A seguire grande successo ottiene anche la formazione dei Headhunters, gruppo che ospitò anche campioni quali Wayne Shorter o il cantante Steve Wonder all’armonica a bocca.

Lo stile del saxofonista è estremamenti riconoscibile, capace di melodie semplici, trampolino di lancio per corposi momenti improvvisativi. La forte personalità del musicsista si riconferma nell’uso del clarinetto basso, dove Bennie Mauoin riesce, cosa per nulla semplice, a uscire dalla grande ombra di EricDolphy impressa nell’uso di questo complicato strumento.

Le atmosfere con cui il gruppo affronterà il palco del Torrione ferrarese si rifaranno allìimportante incisione The Jewel in the Lotus, inciso nel lontano 1974 e ripresentato in anni più recenti. La formazione della serata vede, assieme a Maupin, Michal Tokaj al pianoforte, Michal Baranski al contrabbasso e Lukas Zyta alla batteria.

Inoltre …


SOMETHING TO LIVE FOR – Dedicato a Billy Strayhorn con Emiliano Pintori – Special guest Silvia Donati

Un grande protagonista della musica americana e afroamericana di cui quest’anno ricorre il centenario, raccontato dalla prospettiva di un musicista jazz, Emiliano Pintori, in compagnia del suo pianoforte e della cantante Silvia Donati. E come da tradizione, a partire dalle 16.30, tutti gli appuntamenti saranno preceduti dall’ormai famosa Afternoon Tea Room con le degustazioni dei Celebra-Tè dedicati al protagonista della giornata, grazie alla collaborazione con la sala da tè Il Giardino delle Camelie.

Museo internazionale e biblioteca della musica – Palazzo Sanguinetti – ore 17.00
Biglietto: € 4,00 (7-21-28 novembre) – € 6,00 (14 novembre)
L’ingresso è consentito fino ad esaurimento posti.

Le recensioni dei concerti già passati al festival: Piero Bittolo Bon Quintet Bread & Fox,Tim Berne, Sylvie Courvoisier/Marc Feldman,Joshua Redman-James Farm, Quartet Diminished, Nasheet Waits, Miguel Zenon, Marcos Valle,Gary Bartz Children of Light, Kenny Garrett, Ron Carter  


Ascolta l’audio con Emiliano Pintori che tratteggia la figura di Billy Strayhorn e, per la serie lo storico Festival Jazz di Bologna, un frammento del set del Trio di un giovanissimo John Surman alle ance con Barre Phillips al basso  e Stu Martin alla batteria (1970).

Guarda le due immagini sottostanti con le locandine dei cartelloni del Festival Jazz di Bologna degli anni 1973/74 e leggi gli incredibili musicisti presenti

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