Si acuisce lo scontro tra Sciiti e Sunniti nel paese iracheno. La situazione è ormai fuori controllo, in uno scontro che sembra andare di pari passo con quello siriano.

L’Iraq sembra ormai ripiombato nel caos. E’ di almeno 41 morti il bilancio della serie di attentati che hanno colpito il paese compresa la capitale Baghdad. Nei giorni scorsi, miliziani legati ad Al Qaeda dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, avevano preso il controllo, per poi perderlo, di Falluja, un importante centro del paese.

E’ difficile affermare che il governo sciita di Al Maliki abbia il pieno controllo della situazione, come la presa di Falluja ha dimostrato. “In Iraq è in atto una guerra civile parallela a quella in corso in Siria” dice netto Michele Giorgio, giornalista del Manifesto. 

“C’è uno scontro interno alle comunità musulmane, tra sunniti e sciiti, che si era placata negli ultimi anni” spiega Giorgio, riferendosi al forte coinvolgimento dell’Iraq nella guerra siriana, e delle potenze regionali nel teatro iracheno.”Le tensioni del conflitto siriano stanno facendo raffiorare tutto il risentimento dei sunniti, che sono minoranza in Iraq. Quello che sta avvenendo in Iraq è molto condizionato da quanto succede in Siria” afferma il giornalista.

“Se il governo sciita di Al Maliki gode del supporto dell’Iran, -continua- l’Arabia Saudita, esattamente come soffia sul conflitto siriano, è impegnata in Iraq. L’Arabia Saudita ha accolto con disappunto il ritiro, due anni fa, delle truppe americane dall’Iraq, considerandole una garanzia per i diritti della minoranza sunnita” conclude Michele Giorgio.

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