Alle proteste degli abitanti di via del pratello per i “rumori” provenienti dal carcere risponde “Uvapassa” l’associazione che con i suoi volontari lavora all’interno dell’Istituto e permette ai ragazzi detenuti di partecipare ad iniziative educative e culturali.

In questi giorni si discute molto della difficile situazione delle carceri, si torna a parlare di Bologna, questa volta però le notizie riguardavano non la Dozza – al centro di polemiche ormai da mesi –  ma il Carcere minorile di via del pratello.

Sulle maggiori testate si è parlato di una protesta in atto da parte dei giovani detenuti che avrebbe procurato fastidi ai “vicini” per via dei rumori. A questo si è aggiunta la polemica scatenatasi dopo l’episodio di 2 materassi incendiati da uno dei ragazzi del carcere che ha dato via a ondate di indignazione per la mala gestione dell’Istituto.

Noi abbiamo intervistato la direttrice di “Uvapassa” – un’associazione che da anni si occupa di creare iniziative educative con e per i ragazzi in cella – la quale ci ha spiegato che, per chi conosce bene la situazione e vive a stretto contatto con i giovani detenuti e con i loro problemi, è stata una sconfitta e una delusione vedere che del carcere si parla solo quando vengono a verificarsi questi episodi di tensione. Con queste intenzioni Uvapassa ha annunciato di voler scrivere una lettera aperta in risposta a quella che il Direttore del carcere ha fatto pubblicare su Repubblica.

Sotto puoi ascoltare l’intervista ad Elisa, direttrice di Uvapassa

Articolo precedenteLa domenica di Radio Città Fujiko
Articolo successivoRevisionismo e negazionismo, quale Giornata della Memoria?