Un appello per dare spazio al dialogo e non allo sgombero. L’hanno lanciato i “Docenti Preoccupati” che invitano Rettore e Sindaco a trovare una soluzione per Bartleby. “È un’esperienza di creatività culturalmente interessante”.

Ai “Docenti Preoccupati” dell’Università di Bologna non è piaciuto quanto accaduto durante la cerimonia di accoglienza delle matricole, mercoledì scorso. I ragazzi di Bartleby, che chiedevano di entrare nell’Aula Magna di Santa Lucia per parlare della loro situazione, hanno dovuto fronteggiare i buttafuori e la polizia inviata dall’Università.
Per questo alcuni professori dello stesso Ateneo si sono sentiti in dovere di intervenire nel dibattito che vede contrapposti il gruppo studentesco da un lato e Università e Comune dall’altro.
“In nessun caso – scrivono i docenti – si dovrebbe anche solo concepire l’idea di negare il diritto di parola a chi pacificamente chiede di poter esprimere il proprio punto di vista in presenza di altri studenti”.

I professori chiedono inoltre ai rappresentanti istituzionali, al Rettore Ivano Dionigi e al Sindaco Virginio Merola in primis, di riaprire un dialogo e smetterla di fronteggiare con minacce di sgombero il collettivo. “Uno sgombero non è mai una cosa positiva – osserva ai nostri microfoni Maurizio Matteuzzi, docente di Scienze della Formazione – specialmente se riguarda una realtà creativa e culturalmente interessante come Bartleby”.
Apprezzata, in particolare, la costituzione del Fondo Roversi, con materiali che lo stesso poeta, recentemente scomparso, ha donato allo spazio studentesco.

I Docenti Preoccupati riconoscono che i ragazzi non possono restare nella struttura di San Petronio Vecchio, ma ricordano anche che gli studenti stessi si sono resi disponibili a spostarsi qualora fosse stata trovata una soluzione alternativa. Soluzione che nè l’Ateneo nè il Comune sembrano voler trovare “nonostante il loro patrimonio immobiliare sia piuttosto consistente”.