Trent’anni fa crollava il muro di Berlino, ventinove anni fa veniva riunificata la Germania, ma a dividere ancora l’est dall’ovest ci pensa l’economia con le sue ripercussioni sociali. È quanto emerge da uno studio del Deutsches Institut für Wirtschradt (DIW) di Berlino, secondo cui le disparità finanziarie ed economiche tra la zona est e la zona ovest della Germania proseguiranno per altri tre decenni.

Diseguaglianza frutto di esodo e scarsa attrattività

A raccontare i risultati della ricerca dell’istituto tedesco ai nostri microfoni è il giornalista freelance Alessandro Ricci. “Secondo la ricercatrice che ha condotto lo studio – spiega Ricci – le disparità dipendono da quello che è successo proprio negli ultimi trent’anni, dopo la caduta del muro. In particolare dipende dalla grande migrazione dall’est all’ovest che c’è stata negli anni ’90 da parte dei giovani ben istruiti che si sono spostati nelle regioni più ricche”.
Gli scompensi finanziari connessi a questo esodo sono misurati in diversi modi. Il pil dell’est, infatti, è pari al 70% di quello della cosiddetta “locomotiva tedesca” e delle principali 30 aziende quotate alla Borsa di Francoforte, nessuna ha sede nella Germania dell’est.

Un altro problema rilevato riguarda le dimensioni delle città. All’est ci sono relativamente poche città grandi, se si esclude Berlino, che però viene ormai considerata una città dell’ovest.
“Berlino è stata assorbita dall’economia dell’ovest – sottolinea il giornalista – ed è diventata la capitale delle start up tedesche”.
Ne deriva il fatto che l’economia dell’est è ancora contraddistinta dal piccole aziende, spesso a conduzione famigliare, con lavoro poco qualificato e una conseguente scarsa attrattività per gli investimenti.

Il risentimento dell’est e l’affermazione dei partiti radicali

La situazione socio-economica porta gli abitanti dell’est a sentirsi cittadini di serie B e nutrire risentimento e rabbia verso il governo tedesco. È in questa chiave che si può comprendere l’affermazione politica di partiti radicali, anche se di segno opposto, come Die Linke e l’estrema destra di Alternative für Deutschland. Ricci ha intervistato esponenti di entrambi gli schieramenti, che sottolineano come, da un lato, la situazione attuale sia il prodotto delle politiche sbagliate proprio degli ultimi trent’anni e, dall’altro, le disuguaglianze continuerenno a permanere per molto altro tempo, come conferma lo studio di DIW.
A distanza di trent’anni dalla fine della divisione fisica tra l’est e l’ovest, dunque, sembra esserci un altro tipo di muro a dividere le due Germanie, quello della disuguaglianza.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ALESSANDRO RICCI: