A due anni da “Il fuoco in una stanza”, gli Zen Circus tornano con un nuovo album di inediti dal titolo “L’ultima casa accogliente”. Il disco è uscito venerdì 13 novembre ed è l’undicesimo album della band che proprio l’anno scorso, qui a Bologna, ha festeggiato il ventennale della loro attività.

In questo album gli Zen Circus osano di più rispetto ai loro lavori precedenti, sperimentando nelle sonorità e raggiungendo risultati molto soddisfacenti. Nove brani eterogenei nello stile e coerenti nel significato di fondo, che raccontano l’incontro tra il mondo esteriore e il mondo interiore, toccando temi quali il coraggio, l’amore, la paura e la morte. I brani riescono ad essere attuali, evocando lo spettro della pandemia e del lockdown, pur essendo stati scritti prima dello scoppio del virus.

Tracklist:

01. Catrame

02. Appesi alla luna

03. Come se provassi amore

04. Non è

05. Bestia rara

06. Ciao sono io

07. Cattivo

08. 2050

09. L’ultima casa accogliente

Track by track

“Catrame”, il pezzo di apertura del disco, è uno dei manifesti del progetto: affronta paura e dolori e si apre con la sola voce, per poi inspessirsi sul fronte sonoro e anche su quello testuale. “Costretti dentro a un corpo, e dentro al tempo, ma un giorno tutto questo finirà”.

“Appesi alla luna” invece è un frammento di vita, una canzone attraversata da una musica sempre più densa ma mai troppo potente, una canzone profonda e notturna. Scava con delicatezza e si interroga sul nostro ruolo nel mondo.

Subito dopo c’è “Come se provassi amore”, un pezzo marchiato a fuoco Zen Circus: “Ricordo il mio futuro, tutte le notti sotto le coperte chiudevo gli occhi e me lo immaginavo mentre il presente cola fra le dita come acqua, ma tanto ormai è passato.”

“Non è” si presenta come una delle grandi sorprese del disco: parte con il piano e la voce profonda di Appino, per poi diventare in un crescendo un’onda di suoni potenti e parole che graffiano: “Salvami dai mostri, dal mondo, salvami da quello che voglio, il mare profondo, dalla morale, dall’obbedienza e dalla normalità”.

Chitarre distorte ed elettronica contaminano “Bestia rara”, canzone che poi lascia spazio a “Ciao sono io”, un brano morbido che si distacca dalla classica produzione della band toscana.

Arriviamo a “Cattivo” e “2050”, le due facce del gruppo: da una parte la critica sociale che prende voce su di un ritornello pop lungo, dall’altra chitarra e batteria che danno anima e corpo all’impianto sonoro.

Il disco si chiude con “L’ultima casa accogliente”, brano che dà il titolo all’album: un racconto lungo oltre sei minuti in cui si incontrano virtuosismi sonori rock e atmosfere diverse.

Storie di corpi, umanità, sogni e amore fanno parte dell’accettazione di ciò che si è. Questo è il messaggio che sta alla base del nuovo album degli Zen Circus.

ASCOLTA IL DISCO DELLA SETTIMANA: