Ieri è morto un operaio di 29 anni all’interno dello stabilimento di Taranto. Immediata la reazione dei sindacati di base e del Comitato Lavoratori e Cittadini Liberi e Pensanti. Fim, Fiom e Uil hanno incrociato le braccia invece questa mattina.

45 morti in fabbrica dal 93 a oggi. E ancora nello stabilimento di Taranto non si fermano le morti sul lavoro. Il corpo di un operaio di 29 anni è stato trovato ai piedi di un locomotore, che lo ha travolto, in uno dei moli interni allo stabilimento, attorno alle 8.45 di ieri.

Immediato lo sciopero proclamato dai sindacati, sia confederali che di base, fino a domani mattina alle 7. Oggi invece hanno protestato, incrociando le braccia per due ore, gli operai di tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva dopo che le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm hanno indetto la protesta.

Anche la città ha reagito subito. Il Comitato Lavoratori e Cittadini Liberi e Pensanti ha promosso un presidio sotto la Prefettura e convocato un’assemblea pubblica in Piazza Bettolo alle 18.00 di ieri.

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