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Passato al Locomotiv per un reading delle sue poesie in una delle date del minitour che tocca anche Roma, Torino e Milano. Il tour si chiamava 4 città eh, non ci eravamo sbagliati noi. Poi un giorno telefoniamo a Guido, Catalano si intende, e ci mettiamo a chiacchierare.

Ieri è stato al Locomotiv per un reading delle sue poesie in una delle date del minitour che tocca anche Roma, Torino e Milano. Il tour si chiamava 4 città eh, non ci eravamo sbagliati noi. Poi un giorno telefoniamo a Guido, Catalano si intende, e ci mettiamo a chiacchierare.

Per un intervista, non perchè siamo amici. Purtoppo. Insomma fatto sta che il poeta più contemporaneo e soprattutto più vivente che conosciamo ci ha detto che di date ne farà 6. Si bissa, a Milano e Torino. Non a Bologna, neanche a Roma, ma ce ne facciamo una ragione.

Allora abbiamo messo un attimo in attesa la telefonata e abbiamo comprato il biglietto, che poi non si sa mai. A Bologna, al Locomotiv, luogo deputato per lo più ai musicisti, ma di questo ne parliamo più avanti.

E allora quando abbiamo ripreso la chiamata glielo abbiamo chiesto a Guido Catalano: “Se già i poeti e i cabarettisti un po’ si risentono, non è che pure i musicisti rischiano di non gradire questa tua tendenza ad accomodarti nei locali da live?“

Lui assume le sembianze di un gatto, si divincola, e spiega che a lui i musicisti gli vogliono molto bene. Noi un po’ ce ne eravamo accorti durante la data di Bologna di Contemporaneamente Insieme, che tra catalano e Dente c’era del tenero, artisticamente parlando.

Per questo nuovo tour invece Catalano diventa un lupo: solitario. Su questi 6 palchi (anche se il titolo del tour dice 4, ma non fa niente), sarà da solo. Lui e le sue poesie, quelle vecchie, quelle più conosciute, quelle inedite.

Tante, tanto che poi alla fine sarà affollatissimo questo palco con tutte queste poesie. Ma andiamo oltre, e gli chiediamo altro. E si, perchè ci siamo sempre chiesti una cosa: ma questa superproduzione di poesie d’amore, avrà dei frutti? Che poi uno scrive e scrive, pianta semi d’amore con le parole, ma dopo raccoglie?

Forse era una domanda un po’ pettegola, ma noi gliel’abbiamo fatta comunque e lui ci ha detto che si, che queste poesie d’amore funzionano eccome. Però poi si trova le fidanzate che non sanno che lui è un poeta. Saranno i casi della vita! Abbiamo parlato tanto, chissà se Guido stava camminando per le strade di Torino, con un berretto grigio e gli occhiali come nel film Sono Guido e non Guido. Decidiamo di sollevarlo dalla responsabili della conversazione con una piccola ultima domanda. E lui ci saluta con una bella notizia: a febbraio ci sarà una nuova uscita, così poi noi saremo felici e leggeremo un nuovo libro, che pare, non sarà di poesie.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GUIDO CATALANO: