Anno nuovo, nuove parametri bancari. Da gennaio 2021 saranno infatti attive le nuove norme europee in tema di soglia di rilevanza per il sistema bancario. Non tardano però le proteste che indicano i privati e le piccole e medie imprese come i soggetti che saranno maggiormente colpiti da questo abbassamento delle soglie.

Default bancario: dall’Ue l’abbassamento delle soglie sui cattivi pagatori

Dall’1 gennaio 2021 entreranno in vigore le nuove regole europee in materia di classificazione per il default bancario. Le nuove disposizioni provenienti da Bruxelles stabiliscono infatti che a diventare inadempienti verso le banche saranno le piccole e medie imprese che presenteranno arretrati di pagamento per oltre 90 giorni a partire da 500 euro e i privati a partire da 100 euro, entrambi al 1% del totale dell’esposizione verso il gruppo bancario. Queste nuove regole andranno quindi nettamente a peggiorare l’attuale regime bancario, finendo così potenzialmente per gravare su una porzione più ampia di popolazione, in un periodo delicato messo già sotto sforzo dalla crisi dovuta al Coronavirus.

Raccogliendo le preoccupazioni di Antonio Patuelli, presidente Abi (Associazione bancaria italiana) e di Patrizia De Luis, presidente di Confesercenti, anche il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Gianni Bessi (Pd) si è detto preoccupato per questo cambio di direttive. «Questa situazione grave e inedita della crisi determinata dalla pandemia – afferma il consigliere – preoccupa l’intero sistema bancario, tanto che Patuelli ha più volte lanciato appelli al governo nazionale perché si facesse promotore di una correzione a livello europeo di questo tipo di disciplina. Così si irrigidisce il rapporto tra istituto di credito e privato o piccola-media impresa».

Ai nostri microfoni Bessi ha poi inoltre spiegato: «sono cifre modeste ma visto il periodo pandemico destano allarme. In questo anno in cui si è parlato più volte di facilitare il credito alle imprese e ai cittadini, un irrigidimento del sistema procedurale per le banche non crea quella flessibilità che è invece necessaria. Si teme che possa creare un effetto di stress soprattutto per le piccole realtà».

Con l’abbassamento delle soglie per la qualifica dei cattivi pagatori, inoltre, diventerà più facile incappare in un default bancario per molte aziende e privati. «È sempre opportuno non trascurare le scadenze – commenta Bessi – ma visto gli importi anche di piccola entità è chiaro che si velocizza e si rende più concreta una segnalazione alla Banca d’Italia». Con le nuove direttive europee dunque, il rischio sembrerebbe essere quello di andare a gravare su situazioni precarie soprattutto di privati e piccole realtà imprenditoriali già piegate da una forte recessione causa Covid-19. «In un momento dove una fattura non viene pagata, un fornitore chiede una dilazione e ci sono le rate del muto a pesare, può verificarsi un effetto domino», commenta Bessi.

Anche la Regione Emilia-Romagna sta affrontando questo spinoso tema e attraverso l’assessore alle attività produttive Vincenzo Colla ha avanzato al Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri una lettera per proporre di alzare le soglie economiche e di allungare i tempi delle moratorie. È stato proposto inoltre, come spiega il consigliere, «di portare avanti un’operazione anche in Europa. Non dobbiamo dobbiamo trattare l’Europa come una controparte perché noi siamo parte di questo sistema, del sistema finanziario e della Banca Centrale Europea».

La richiesta avanzata a Bruxelles è sarebbe quella di promuovere una dilazione o un’operazione ponte per fare si che queste nuove regole siano cambiate in via straordinaria a fronte della delicata situazione di emergenza che stiamo vivendo. Questo nuovo sistema bancario, spiega infatti Bessi «era stato definito per omogeneizzare tutti i sistemi bancari europei in fase che era però di pre-pandemia».

Francesca M. Chiamenti

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