Dopo l’odg che chiede la sospensione del Decreto Salvini votato a Torino dalla maggioranza pentastellata, a Bologna un analogo provvedimento non è stato votato dai grillini, che sono usciti dall’aula. Il consigliere Andrea Colombo: “Sono sempre più chiare le loro contraddizioni”. L’impatto della legge sugli Enti Locali: a Bologna 4 milioni in più per l’accoglienza.

Sia a livello nazionale che locale il Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza sta creando problemi al Movimento 5 Stelle. L’ennesima prova la abbiamo avuta ieri a Bologna, quando il Consiglio comunale ha votato (e approvato) un ordine del giorno che chiede la sospensione dell’applicazione del decreto. I due consiglieri pentastellati sono usciti dall’aula, mentre ad approvare il documento sono stati i gruppi di Pd, Coalizione Civica, Con Amelia per Bologna e gruppo misto.

La decisione dei grillini bolognesi può sorprendere, se si pensa che il primo Consiglio comunale a chiedere uno stop al Decreto Salvini è stato quello di Torino, città guidata dalla pentastellata Chiara Appendino. I consiglieri piemontesi del M5S hanno votato la richiesta di sospensiva insieme ai colleghi dem.
“Stanno emergendo sempre più le contraddizioni in seno al governo giallo-verde e alle forze politiche che lo componono”, sottolinea il consigliere comunale bolognese Andrea Colombo (Pd), uno dei promotori dell’odg.

Il punto è l’impatto che il provvedimento che porta il nome del leader leghista può produrre sul sistema di accoglienza, ma soprattutto le conseguenze che saranno gli Enti Locali a dover affrontare.
“Si stima che solo il Comune di Bologna dovrà trovare 4 milioni di euro in più per garantire ciò che prima garantiva lo Stato“, osserva Colombo, che conferma anche come il Decreto Salvini sia scientificamente pensato per creare l’emergenza e aumentare la (percezione di insicurezza e l’odio verso i migranti da parte della cittadinanza.

Due anni fa l’Amministrazione bolognese lanciò un piano di conversione dei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) in Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) che, a parità di costi, prevede anche percorsi di integrazione per i migranti, oltre all’accoglienza diffusa in piccole strutture, meno impattanti sui territori.
“Con il ritorno dei grandi centri di accoglienza di tipo emergenziali, dove ci saranno grandi concentrazioni di persone – sottolinea Colombo – non si farà che rinfocolare l’odio e la paura”.

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