Oggi giovedì 18 febbraio, il MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna presenterà telematicamente il suo ultimo progetto: Dear you, a cura di Caterina Molteni.

La mostra riflette sulla dicotomia che nasce dal concetto di intimità: isolamento sofferto o luogo di auto-ritrovamento?
Lo spunto principale del progetto è dunque indagare la trasformazione costante che risiede nell’introspezione. Questa mostra interattiva permette, infatti, di ripensare in forme nuove e diverse le esperienze emotive quali la fragilità, l’erotismo, l’amicizia.

Dear you: l’intimità racchiusa in una lettera

Il Museo Mambo ha sì cavalcato la svolta digitale, ma ha anche promosso progetti che permettono una fruizione d’arte intima e diretta. Dear You nasce in seno ai tempi che stiamo vivendo. Essa prende scacco dall’inesorabile cambiamento che sta coinvolgendo le nostre vite e modificando lentamente i modi in cui pensiamo e proviamo emozioni. L’esposizione passa attraverso modalità espressive differenti come la corrispondenza postale, la poesia, la performance.

Dear you riflette sull’intimità in maniera intensa e diretta grazie al potere materiale della parola. Il titolo della mostra riporta, infatti, la frase incipitaria di ogni lettera: questa volta, però, il “you” è generico e chiunque può rispecchiarvisi. Il progetto si articola in sei lettere spedite direttamente dal museo al suo pubblico a partire da metà marzo. Le missive saranno inviate con cadenza bi-settimanale fino a fine maggio. Ogni artista darà alla propria lettera un profilo diverso sia dal punto di vista contenutistico che artistico: ci saranno lettere scritte a mano, lettere performate e raccontate, lettere intrise di pittura. Tra le emozioni indagate nel progetto, spicca quella dell’eros. Per gli artisti il destinatario è un soggetto desiderante che se è in grado di esplorare la sua carnalità, può sovvertire anche l’opprimente e sovrastrutturale ordine sociale.

Il MAMbo raccoglierà per un mese gli indirizzi postali degli interessati. Per poter partecipare, basta recarsi sul loro sito dove verranno esplicate tutte le modalità di partecipazione, i costi e le scadenze. Dear You è aperta a tutti e tutte, ed anzi cerca di superare i confini geografici: l’internazionalità emerge anche e soprattutto dalla provenienza dei sei artisti, quali Hamja Ahsan (Londra), Giulia Crispiani (Italia), Dora Garcìa (Spagna), Allison Grimaldi Donahue (USA), Da (USA), Ingo Niermann (Germania).

Bruna Accardo

ASCOLTA L’INTERVISTA A CATERINA MOLTENI:

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