Secondo Antonino Caffo, autore del libro “Edward Snowden – Un uomo solo al comando”, Obama che dice che non sapeva è come chi in Italia aveva una casa pagata a sua insaputa. Lo scenario più preoccupante è un eventuale embargo tecnologico agli Usa deciso dalla Russia con l’appoggio dell’Europa.

Lo scandalo Datagate, ovvero lo spionaggio operato dalla National Security Agency ai danni di diversi Paesi e leader europei, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel, continua a tenere banco.
Ieri sera gli Stati Uniti hanno provato a ribaltare la polemica, accusando l’Europa di sapere e le intelligence del Vecchio Continente di operare uno spionaggio ai danni dei leader statunitensi.
Un’affermazione che sembra più un tentativo mediatico, una mossa per tentare di allentare la pressione sulla Casa Bianca e sulla potenza mondiale.

Secondo Antonino Caffo, giornalista di Panorama e La Stampa ed autore del libro “Edward Snowden – Un uomo solo al comando”, lo scenario più preoccupante, a questo punto, vede la Russia come protagonista.
“Anche per una contingenza territoriale – afferma il giornalista – se la Russia si dovesse arrabbiare, avrebbe tutte le tecnologie per operare una sorta di embargo 2.0 agli Stati Uniti e alle imprese tecnologiche statunitensi, come Microsoft, Google e Yahoo, magari con l’appoggio dell’Europa”.
“Chi ci dice – prosegue Caffo – che la Russia non voglia sferrare un attacco tecnologico che porti ad un isolamento degli Stati Uniti?”. Un’eventualità non così remota, visto che si tratta dell’acerrimo nemico del Paese guidato da Putin e visto che quest’ultimo ha concesso alla talpa Edward Snowden la libertà di circolazione su territorio russo.

Quanto alla figura di Barack Obama e il suo essere o meno informato su quello che stava accadendo, Caffo si dice al tempo stesso preoccupato e divertito.
“Se è vero che Obama non sapeva – osserva il giornalista – vuol dire che al mondo esiste un organismo superiore che riesce a lavorare anche senza che l’uomo più potente al mondo riesca ad esercitarne il controllo”. Non solo: “Se è vero che Obama non sapeva, quando è venuto a conoscenza dello spionaggio ha dato il via libera, se ne è fregato della privacy dei governanti e dei governati europei”.
Ed è qui che Caffo fa un parallelismo ironico col nostro Paese: “Obama che dice di non sapere dello spionaggio è come il politico italiano che aveva una casa vista Colosseo pagata a sua insaputa”.