Nella ricorrenza del Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, le città di Forlì e di Ravenna hanno incrociato i loro progetti, dando vita a due mostre che intendono portare alla luce l’ecletticità del poeta fiorentino. La mostra è promossa dal Comune di Ravenna, Assessorato alla Cultura e organizzata dal MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna anche grazie al sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, della Camera di Commercio di Ravenna e della Regione Emilia- Romagna. Entrambe le mostre sono realizzate con il prezioso contributo di musei internazionali, tra i quali la Gallerie degli Uffizi.

Dantedì: gli occhi e la mente del poeta in una grande mostra

In linea con i decreti governativi, la riapertura dei musei dovrebbe avvenire in seguito alle vacanze pasquali. Allo stesso modo Dante. Gli occhi e la mente avrà luogo nella primavera 2021 (in particolare dal 24 aprile al 4 luglio). Il progetto dantesco si articola in due mostre: Le Arti al tempo dell’esilio presso la Chiesa di San Romualdo a Ravenna e Dante. La visione dell’arte, presso i Musei San Domenico a Forlì.

Come ha raccontato ai nostri microfoni Maurizio Tarantino, direttore del MAR di Ravenna, la convergenza culturale ed artistica che ha coinvolto i due musei Emiliano-Romagnoli è divenuta anche di tipo tecnico-logistica. E’ stato, infatti, pensato un biglietto integrato che dà la possibilità di accedere ad entrambi i musei e consente persino la visita del nuovo “Museo Dante” a Ravenna. Fino all’effettiva apertura dei musei, sono previsti dei virtual tour che danno la possibilità agli spettatori di avere un’esaustiva anteprima del progetto.

Le due mostre sono alquanto eterogenee perché eterogenea era la capacità di Dante di guardare all’arte. Esse delineano un percorso artistico che parte dagli anni dell’esilio dantesco e termina con la sua fortuna Novecentesca. Le opere visibili sono state selezionate tra una vasta collezione di quadri, sculture o oggetti che hanno ispirato Dante nella sua Commedia. Oltre alla pittura di Giotto e Cimabue, sono presenti opere di Arnolfo di Cambio, Giovanni Pisano e persino gli abiti funebri di Cangrande della Scala.

Inoltre, sempre in occasione della mostra, torna a Ravenna dopo circa 160 anni la Madonna in Trono con Bambino. Si tratta della scultura che in origine fu posta a protezione del sarcofago di Dante nella cappella della Madonna nel convento di San Francesco a Ravenna. L’opera si trova oggi nel Museo parigino del Louvre poiché fu acquistata nel 1884 da un collezionista francese. L’opera è di un’indiscutibile importanza e bellezza: realizzata in marmo, appartiene alla tradizione bizantina italiana ed è databile tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MAURIZIO TARANTINO:

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