Prima la siccità estiva, poi la nevicata precoce di novembre, fino al vento a 180 km/h di dicembre. Il cambiamento climatico ha prodotto significativi danni agli agricoltori di Campi Aperti, che hanno lanciato una campagna di mutuo soccorso. Si può partecipare con donazioni, lavoro volontario o organizzando iniziative di raccolta fondi.

Donald Trump può dire quello che vuole, ma gli effetti dei cambiamenti climatici si vedono eccome. E si manifestano anche nel territorio bolognese, dove eventi atmosferici anomali hanno provocato molti danni.
Tutto è cominciato questa estate, quando la grave siccità, con la metà delle precipitazioni rispetto alla media, ha messo a dura prova le coltivazioni agricole. Bene non ha fatto la nevicata precoce del 13 novembre, che ha colto impreparati molti contadini.
Il colpo di grazia, almeno per ora, sembra essere quanto è successo lo scorso 11 dicembre, quando il vento ha soffiato sulla montagna bolognese a 180 km/h, una forza mai vista nel nostro territorio.

“Molte serre dove si preparavano gli ortaggi invernali sono volate via – racconta ai nostri microfoni Pierpaolo Lanzarini, presidente di Campi Aperti – Ma anche altre strutture, come ad esempio alcuni fienili, hanno subito danni”.
Quel che è peggio, però, è che i fenomeni degli ultimi tempi sono solo l’antipasto di ciò che ci aspetterà e non sempre è facile approntare in poco tempo delle strategie di resilienza. Anzi, a volte è proprio impossibile.

Giovedì 14 dicembre, di fronte ai danni prodotti dal maltempo, l’assemblea dei produttori biologici di Campi Aperti ha deciso quindi di lanciare una campagna di mutuo soccorso .
“Da un lato vogliamo creare un fondo di mutuo soccorso da utilizzare in casi come questi – spiega Lanzarini – Gli aiuti statali hanno tempi estenuanti e non sempre si può aspettare”. L’associazione, dunque, chiede di fare una donazione sul conto corrente dell’associazione: Codice IBAN: IT71H0501802400000000182214, Associazione Campi Aperti per la Sovranità Alimentare, presso Banca Etica.

Chi non potesse contribuire economicamente, ma volesse comunque aiutare l’associazione che fa della sovranità alimentare e di un altro modo di intendere l’agricoltura e la produzione di cibo la propria ragione sociale, può dare una mano mettendo a disposizione le proprie braccia per andare direttamente nelle aziende colpite e ripristinare ciò che il maltempo ha distrutto.
Infine esiste un terzo modo, quello più creativo. Ciascuno può infatti proporre un’iniziativa, un progetto o una festa per raccogliere risorse economiche da destinare al fondo di mutuo soccorso.

ASCOLTA L’INTERVISTA A PIERPAOLO LANZARINI:

Articolo precedenteLa domenica di Radio Città Fujiko
Articolo successivoIn piazza Verdi il “botellón dei senza casa”