Il leader dei Blur ha parlato del serio rischio che la salute mentale delle persone venga compromessa dall’assenza di manifestazioni artistiche e musicali.

“Dobbiamo rendere i live sicuri”

L’emergenza sanitaria e la pandemia continuano a mettere a dura prova l’economia mondiale.

Ma le tasche dei cittadini non sono le uniche a soffrire. In Italia, ad esempio, dopo l’ultimo D.p.c.m., sono stati numerosissimi gli appelli di lavoratori dello spettacolo ed artisti, che si sono opposti alla chiusura di teatri, sale da concerto e cinema, nella piena convinzione che, come ha detto il maestro Muti, “l’impoverimento della mente e dello spirito” sia “pericoloso” e faccia male “anche alla salute del corpo”.

A queste voci si aggiunge quella di Damon Albarn, musicista e cantante britannico, noto leader dei Blur e dei Gorillaz, il quale ha parlato di questa grave crisi in una recente intervista per Sky News, sottolineando la necessità di far continuare le esibizioni ed i concerti dal vivo, essenziali per salute mentale della gente.

Secondo Albarn, l’emergenza non è solo sanitaria ma anche, esistenziale, e non si può pretendere di alleviarne il dolore “psicofisico” , senza ricorrere alla musica, considerata – da sempre – una “medicina”.

Il distanziamento sociale e la solitudine sono un pericolo concreto e “se qualcuno è disposto a suonare, dovrebbe poterlo fare” , ha affermato il musicista, aggiungendo che “nessuno dovrebbe essere costretto a fare ogni cosa, ma se le persone lo desiderano, in qualche maniera possiamo farlo, in modo che tutti possano sentirsi al sicuro e partecipare”.

La musica deve continuare, se vogliamo davvero preservare la salute mentale della gente” , ha ripetuto più volte il cantante.

Albarn non ha poi dimenticato di sottolineare i numerosi inconvenienti in cui si può incorrere attraverso l’esibizione in remoto, raccontando delle sue sessions con Elton John, il che non fa che snaturare i concerti, sebbene, in definitiva, la sua musica non ne abbia risentito.

L’atmosfera di ansia generalizzata è innegabile. L’appello è quello di cercare di smorzarla, favorendo il contatto diretto e -in campo musicale- i concerti live, rendendoli sicuri e frequentabili.

Francesca Anfosso