La pillola quotidiana sull’Eurovision Song Contest 2021 di Eddy Anselmi oggi ci porta oltre il mare, nel profondo nord: ci occupiamo infatti dell’Islanda, e della sua canzone in gara. Prima, però, uno sguardo a un pezzo che non ha preso parte alla kermesse ma che, invero, è protagonista di un film che la tratta.

L’Eurovision alla notte degli Oscar

Húsavík” è la canzone di My Marianne, nome d’arte dell’artista svedese Molly Sandén, che è stata candidata agli Academy Awards di quest’anno, per la categoria miglior canzone, che non è però riuscita a vincere. Il motivo della sua presenza in questa rubrica è per la sua presenza in un film prodotto da Netflix e dedicato al contest musicale, “Eurovision Song Contest: La storia dei Fire Saga“, diretto da David Dobkin, con Will Ferrell, Rachel McAdams, Pierce Brosnan, Dan Steven e Demi Lovato.

Il brano è oggetto di una delle scene principi del film, con la coppia impersonata da Ferrell e McAdams che si esibisce in questa performance canora dedicata al loro villaggio d’origine, e che li porterà a rappresentare il proprio paese proprio all’Eurovision, con il loro nome d’arte, appunto, i Fire Saga.

Il film ha riscontrato pareri discordanti tra i fan della competizione: chi lo ha elogiato, come il nostro Eddy, che ne consiglia la visione, per la spiccata ironia e per il tono musical che molto lo accomuna all’evento che intende rappresentare, e chi invece lo ha criticato aspramente per l’immagine che restituisce della kermesse tanto amata.

Eurovision Song Contest 2021: l’Islanda

Ma a rappresentare il paese al vero concorso non saranno, ovviamente, i Fire Saga bensì Daði Freyr Pétursson, riconfermato per la partecipazione all’edizione di quest’anno dall’emittente radiotelevisiva islandese RÚV. Con lui ci sarà la sua band, i Gagnamagnið, con cui vinse i Söngvakeppnin nel 2020, e di cui fa parte la moglie, Arny Fjola Asmundsdottir, protagonista del brano di quest’anno.

10 Years” parla, infatti, della storia d’amore, sempre più grande e sorprendente, tra l’altissimo cantante (2,08 m) e la consorte, decennale appunto, e da cui nel 2019 è nata la loro prima figlia, Arora, soggetto della canzone con cui si sarebbe dovuto esibire all’Eurovision dell’anno scorso.
Think About Things” era il pezzo più atteso da Rotterdam 2020, dato anche il grande successo raggiunto, disco di Platino in Islanda, d’argento in Gran Bretagna, alta rotazione sulle radio italiane e persino utilizzato come jingle in diversi programmi televisivi.

Il nuovo brano non riscontra, purtroppo per Daði, la stessa quantità di interesse, anche se c’è comunque il desiderio di migliorare il risultato del suo paese all’Eurovision, secondo posto a Gerusalemme 1999, con “All Out of Luck” di Selma, e a Mosca 2009 con “Is It True?” di Yohanna. L’artista potrebbe però accontentarsi di migliorare il piazzamento dell’ultima edizione, Tel Haviv 2019, dove l’Islanda raggiunse il decimo posto con la band fetish Hatari, e la loro canzone “Hatrið mun sigra“.

Luca Meneghini

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