Oggi è uno degli elettrodomestici più amati, ma la storia della lavastoviglie affonda le radici addirittura alla fine del 1800! Anche se bisognerà aspettare gli anni del secondo dopoguerra per vedere la sua definitiva consacrazione.

Il dispositivo è nato per rispondere a un desiderio ben preciso: qualcuno può lavare i piatti senza scheggiarli? Proprio da questa esigenza una donna brevettò l’antesignana delle lavastoviglie moderne. Solo nel 1956 però l’elettrodomestico iniziò a diffondersi a livello mondiale, per poi diventare oggi una presenza fissa nella maggior parte delle cucine. Scopriamo la sua (travagliata) storia.

Lavare i piatti senza romperli: tutto è nato da qui

Per conoscere la storia della lavastoviglie dobbiamo viaggiare indietro nel tempo, fino al 1850. È proprio allora che si trova traccia di un prototipo in legno che assomigliava alle moderne lavastoviglie. Storicamente però la nascita dell’elettrodomestico si fa risalire al 1887 e a Josephine Cochrane, signora americana dell’alta società. La Cochrane era solita organizzare diverse cene nella sua villa e un giorno si stancò dei piatti scheggiati dalla servitù durante il lavaggio. Così iniziò a studiare una macchina in grado di pulire automaticamente le stoviglie, la brevettò e la presentò alla Fiera Colombiana di Chicago nel 1893 dove ottenne il primo premio.

Il successo non fu però parallelo alla diffusione dell’elettrodomestico che venne richiesto in grandi quantità da ristoranti e alberghi, ma molto meno dai privati.

Risalgono ai primi anni del Novecento i primi prototipi elettrici, tra cui quello di William Howard Livens strutturato appositamente per un uso domestico, con tanto di porta frontale, rastrelliera e getti d’acqua rotante. 

In Europa invece fu l’azienda tedesca Miele a iniziare a lavorare alla lavastoviglie, con il primo modello elettrico che comparve nel 1929.

Snobbata e infine idolatrata

Di fatto snobbata per decine di anni, la lavastoviglie conobbe una vera e propria diffusione e consacrazione negli anni del secondo dopoguerra. La voglia di riscatto, soprattutto in Europa, diede vita al cosiddetto “boom economico”. Nel 1956 alla Fiera di Dusseldorf fu presentata la prima lavastoviglie ad uso domestico: da allora l’elettrodomestico iniziò la sua diffusione nelle case e il suo utilizzo incrementò notevolmente.

La diffusione odierna

Dati alla mano, possiamo conoscere la diffusione mondiale delle lavastoviglie. Secondo una ricerca dell’International Enamellers Institute, nel 2016 le lavastoviglie vendute nel mondo sono state 24, 5 milioni (nel 2014 erano 21 milioni). In Europa, la quota è di 12 milioni di esemplari.

La maggior parte della diffusione riguarda l’America del Nord e l’Europa, mentre seguono America del Sud, Asia e Africa. Se quindi l’elettrodomestico è un bene molto diffuso nei paesi sviluppati, è considerato come lusso in quelli in via di sviluppo.

Uno dei fattori che hanno contribuito alla diffusione è stato senza dubbio la ricerca tecnologica del settore. Oggi infatti si trovano sul mercato centinaia di modelli che rispondono alle più diverse esigenze degli utilizzatori: dalle lavastoviglie per carichi ridotti a quelle con un grande risparmio energetico, dai modelli ad incasso alle lavastoviglie di design che diventano protagoniste della cucina.