La festa agostana attraverso la quale veniva garantito il sostentamento per un intero anno è in dubbio e, al momento, l’emittente non ha le risorse per coprire i prossimi dodici mesi. Eppure il suo ruolo è risultato ancora più prezioso del solito durante la pandemia che ha picchiato duro proprio nella città in cui ha sede. Per questo Radio Onda D’Urto ha lanciato oggi una campagna di abbonamenti con cui, senza girarci intorno, chiede ad ascoltatrici ed ascoltatori di salvare la radio e permetterle di proseguire.

Radio Onda d’Urto: un giudizio sull’informazione nella pandemia

“Va precisato che la campagna abbonamenti era già in previsione – spiega Marco della redazione di Radio Onda D’Urto ai nostri microfoni – Solitamente la svolgiamo a metà dicembre, in occasione del compleanno della radio, ma quest’anno avevamo deciso di spostarla a maggio, durante un’iniziativa che poi ovviamente è saltata”.
Inevitabilmente, la situazione ha indotto la comunità dell’emittente bresciana a tarare in modo diverso l’iniziativa di autosostentamento, trasformandola anche in un momento per fare un bilancio e dare una valutazione su come la radio stessa ha fatto informazione sulla pandemia in uno degli scenari più drammatici in Italia.

“Abbiamo cercato di fare informazione a 360° – osserva il redattore – quindi abbiamo dato molto spazio alla comunità medica e scientifica, per capire quali erano le modalità di trasmissione del virus, come questo abbia potuto diffondersi così facilmente. Abbiamo anche cercato di far capire quali erano gli effetti economici di questa crisi e su quali categorie avrebbero pesato di più. E poi abbiamo aperto anche uno sguardo sul mondo, per vedere quali erano le misure di lockdown per contrastare l’epidemia”.

La campagna di abbonamenti

Anche il titolo della campagna, “Cura il gatto nero” deriva dunque dalla situazione eccezionale che stiamo vivendo. Il riferimento è allo storico logo dell’emittente, che trasmette dal 1985, che raffigura proprio un gatto nero, questa volta con la mascherina. La campagna è cominciata oggi e proseguirà fino al 28 febbraio.
“Dentro la pandemia – si legge sul sito dell’emittente – crediamo che sia emersa con chiarezza e nitidezza l’importanza di uno strumento radiofonico come Radio Onda d’Urto, luogo di vicinanza, innanzitutto, per superare il distanziamento fisico, ma pure spazio di confronto, di scambio, di discussione anche dialettica, di analisi critica di quanto sta accadendo e che accadrà”.

Sempre sul sito della radio c’è un’apposita sezione in cui è possibile sostenere l’emittente in diversi modi: dal semplice bonifico o bollettino postale, passando per Paypall ad un sostegno costante e mensile.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCO: