“Colpisce solo gli anziani o gli immunodepressi” o “stanno morendo anche giovani senza alcuna patologia”, “l’Italia ha più casi perché fa più tamponi” o “i tamponi non li facciamo a chi ha sintomi lievi”, “multe salatissime e denunce per i runner” o “facciamo proseguire la produzione”.
La comunicazione in Italia ai tempi della pandemia è un autentico delirio. Le autorità adottano provvedimenti e li comunicano in modo contraddittorio, i giornali riportano le dichiarazioni e si dedicano al racconto delle storie drammatiche. La grande assente è l’informazione, quella in cui non si prendono per buoni i comunicati stampa, ma si fanno domande fino a chiarire le questioni.
È da questa esigenza, quella di ripristinare un giornalismo di inchiesta e un mediattivismo, che nasce Covid Italia News.

Giornalismo e pandemia: un cortocircuito

“Ci siamo ritrovati tutti in un flusso continuo di informazioni, annunci e marce indietro in cui non capivamo cosa stava succedendo, ma quello che stava succedendo è che la gente si ammalava e moriva”, osserva ai nostri microfoni la giornalista Cecilia Ferrara, che insieme a due colleghe ha dato vita al progetto editoriale.
Nel racconto dell’emergenza sanitaria “è come se la responsabilità non fosse di nessuno se non degli italiani che non stavano chiusi in casa”. La comunicazione istituzionale è stata debole e poco chiara, al punto che l’impressione è stata che si tentasse di giustificare quello che stava succedendo.

“Quello che è mancato – continua la giornalista – è stato fare le domande a chi ci lavora, a chi conosce come funzionano le catene di comando, a chi gestisce l’emergenza e i tamponi, le mascherine, la gestione del personale sanitario”.
Le stesse restrizioni precauzionali, inoltre, ostacolano il lavoro giornalistico. Le conferenze stampa si sono spesso trasformate in monologhi delle istituzioni, con poca o nessuna possibilità di fare domande. Le stesse risposte, del resto, sono poche ed evasive. “Mi sembra che il giornalismo in questa situazione non si sia dimostrato all’altezza”, sottolinea Ferrara.

Cos’è Covid Italia News

L’idea di Covid Italia News è venuta a tre giornaliste, riunite sotto il nome collettivo di “Emera”, la dea greca del giorno. “Efemeris, che condivide con Emera l’etimologia, vuol dire ‘quotidiano’ in greco”, spiega il collettivo.
Il collettivo vanta una certa esperienza nel giornalismo d’inchiesta. Tra le giornaliste, infatti, c’è chi ha lavorato per Irpi (Investigative Reporting Project Italy), il gruppo di reporter d’inchiesta che ha concorso a sollevare lo scandalo “Panama Papers”, premiato con il Premio Pulitzer.

Abbandonando la strada del sensazionalismo intrapresa da molte testate italiane, quindi, Covid Italia News vuole fare inchiesta e mediattivismo, concentrandosi in particolare su tre temi.
Il primo riguarda i numeri, che sono fondamentali per gli epidemiologi per capire l’andamento della malattia e sono i primi ad essere saltati. Il secondo riguarda la questione dei tamponi, su cui la confusione è massima. “Non ci accontentiamo di non capire. Chiederemo a tutte le regioni di dirci cosa fanno”, promettono le giornaliste. Il terzo tema è quello della catena di comando e controllo: come è stata pensata a livello nazionale o locale, quanto era pronta all’emergenza e come sta lavorando in particolare per la funzione della sorveglianza attiva.

Un altro aspetto che Covid Italia News vuole affrontare è quello del racconto dei territori. Per questo motivo, il progetto è da intendersi in modo aperto a contributi che possono arrivare da altri giornalisti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CECILIA FERRARA: