“Non è vero che non c’è un piano B”. Dall’isola del Giglio il giornalista del Corriere Marzio Fatucchi ci racconta le operazioni di rotazione della Costa Concordia. “Lo show per recuperare dignità dopo lo schiaffo di Schettino”.

Sono cominciate questa mattina e stanno proseguendo, per il momento senza problemi, le operazioni di raddrizzamento della Costa Concordia, la nave naufragata all’isola del Giglio.
Dopo la tragedia che è costata la vita a 30 persone, le operazioni di recupero sono state trasformate in un vero e proprio show, con tanto di giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, accrediti e una sala stampa come si conviene in ogni grande evento.
Sull’Isola del Giglio è presente anche Marzio Fatucchi, corrispondente del Corriere della Sera, che abbiamo sentito per riflettere sul tema.

La situazione attuale. L’intervento operato fino a questo momento ha consentito di staccare il fianco della nave dalla roccia sulla quale era poggiata. Prima della manovra, all’interno del relitto erano stati collocati anche diversi microfoni, per accertare eventuali rumori che corrispondessero a cedimenti strutturali.
Il rischio di sversamento di sostanze nocive, tra le quali metalli pesanti o sostanze plastiche, per ora sembra scongiurato. “Non ci sono segni visibili dello sversamento – racconta Fatucchi – Le 273mila tonnellate di acqua presenti nel relitto verranno immagazzinate e smatite a Livorno”.

Tutto sembra filare liscio, dunque, per un’operazione per la quale, come è stato detto a più riprese, non esiste un piano B. Lettura che il giornalista non condivide: “Quello è più un approccio mediatico, dal momento che sono state attivate tutta una serie di misure per ogni evenienza”. Ad esempio le reti messe intorno alla nave per evitare che gli oggetti presenti a bordo – tavoli, sedie, ecc… – possano finire in mare, o ancora le spugne bianche utilizzate per assorbire eventuali perdite di materiale nocivo.

Ma perché attorno ad un’operazione mai tentata prima è stato costruito un vero e proprio show mediatico? “Dopo lo schiaffo, molto italiano, del comandante Schettino, c’era la voglia di ridare dignità alle tante persone coinvolte – racconta Fatucchi – Del resto i 600 milioni di euro spesi per l’operazione giustificano in parte l’ostentata sicurezza del capo della Protezione Civile Gabrielli”. Anche Carnival ha i suoi interessi, spiega l’inviato del Corsera, dal momento che una società che si occupa di crociere trae benefici raddrizzando una nave.
La prova di dignità migliore – secondo Fatucchi – l’hanno però data gli abitanti del Giglio, che quella notte terribile diedero prova di grande solidarietà, soccorrendo i superstiti.