Il nuovo coronavirus di Wuhan ha causato finora 106 morti, di cui 100 nella sola provincia di Hubei: sono gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità cinesi, secondo cui i nuovi casi di contagio registrati sono stati quasi 1.300. Alle 82 vittime registrate fino a ieri si sono sommate le 24 annunciate oggi dalla Commissione sanitaria dell’Hubei, che portano il bilancio nella provincia centrale cinese da dove è partita l’epidemia a quota 100. In aggiunta, i nuovi casi accertati sono stati 1.291, spingendo il totale su scala mondiale con il coinvolgimento di sedici Paesi, oltre quota 4.000. Proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha corretto i propri rapporti dove parlava di un rischio moderato che l’epidemia potesse assumere caratteri globali. In effetti, oltre alla Cina, dove si è registrato il primo caso a dicembre scorso, i Paesi che hanno registrato almeno un caso sono Thailandia, Hong Kong, Usa, Australia, Taiwan, Macao, Giappone, Singapore, Malesia, Francia, Corea del sud, Vietnam, Canada, Nepal e Germania.

Coronavirus: cos’è e come si manifesta

I coronavirus sono un particolare tipo di virus appartenente alla famiglia Coronaviridae. Come ogni virus, hanno la capacità di invadere un organismo e sfruttarne le risorse per prosperare e moltiplicarsi. Per farlo, si legano alle cellule degli organismi, eludono le difese delle loro membrane e si aprono un varco attraverso il quale ne modificano le caratteristiche genetiche.
In particolare, i coronavirus utilizzano come materiale genetico l’Rna, cioè l’acido ribonucleico: una versione “semplificata” del Dna, che assolve al medesimo scopo di codificare e trasmettere le informazioni genetiche. Questi tipi di virus si chiamano così perché i loro virioni (la parte infettiva) appaiono al microscopio elettronico come piccoli globuli, sui quali ci sono tante piccole punte che ricordano quelle di una corona.

Molti hanno paragonato l’attuale epidemia di Coronavirus alla Sars (Severe acute respiratory syndrome) o sindrome respiratoria acuta grave (o “severa”), una forma atipica di polmonite apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong in Cina.
I sintomi dei coronavirus, in particolare, includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Va ricordato, però, che a rischiare di più, come sempre, sono le persone che hanno già patologie croniche dell’apparato cardio-vascolare e/o respiratorio, e soggetti con un sistema immunitario indebolito, nei neonati e negli anziani.

Cosa sta facendo l’Italia

L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e il governo si sono già attrezzati per fronteggiare il pericolo che il coronavirus giunga anche in Italia. In particolare sono stati disposti controlli agli aeroporti verso quei passeggeri che provengono dalle zone dove si è registrato un focolaio.
L’Iss, inoltre, ha predisposto una sezione del proprio sito con informazioni dettagliate e in continuo aggiornamento, al fine di impedire che si diffondano inutili allarmismi o fake news in materia.
Inoltre è stato potenziato il numero verde 1500 che si può consultare per avere tutte le informazioni del caso. Il numero è attivo 24 ore su 24.

GUARDA IL VIDEO:

Il predidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, ha realizzato un video con la risposta alle domande più frequenti sul coronavirus. Oltre a ricostruire le informazioni che si hanno fino a questo momento, Brusaferro fornisce anche consigli su come prevenire un eventuale contagio. I comportamenti da adottare sono gli stessi che prevengono comunemente anche l’influenza: lavarsi le mani frequentemente, starnutire e tossire coprendo le vie aeree (narici e bocca, con un fazzoletto possibilmente monouso o con il gomito flesso), evitare contatti ravvicinati con persone malate, e una attenta pulizia delle superfici e degli oggetti.