La Regione Emilia Romagna mobilita risorse per 320 milioni, tra nuovi stanziamenti o riorientamenti di risorse già a bilancio, per fronteggiare la pandemia di coronavirus. Lo hanno annunciato oggi il presidente Stefano Bonaccini e il sottosegretario alla presidenza della Giunta Davide Baruffi. “Quando si ripartirà lo deciderà il comitato scientifico – osserva Bonaccini – ma noi vogliamo farci trovare pronti”.
Nel piano regionale sono presenti misure per riconoscere al personale sanitario lo sforzo enorme che sta compiendo, ma anche per dare sostegno a settori in difficoltà e una parte consistente di investimenti per il futuro.

Coronavirus: il piano della Regione Emilia Romagna

In aggiunta alle misure previste dal Governo, la Regione Emilia Romagna si prepara a quella che lo stesso presidente ha definito “una ricostruzione”. Se le tempistiche della cosiddetta fase due non sono ancora note, la Regione vuole “fare i compiti a casa” e ha predisposto un piano articolato da 320 milioni di euro.

Il primo provvedimento, che sia Bonaccini che Baruffi tengono a sottolineare, è un bonus di circa mille euro come riconoscimento per il personale sanitario. Uno stanziamento di 65 milioni da erogare subito tenendo conto di chi è stato in prima linea.

Sempre in tema sanitario, di concerto con l’esecutivo nazionale, l’Emilia Romagna si prepara a realizzare un hub nazionale di terapia intensiva, in modo da non farsi trovare impreparata per emergenze future. “Saranno interventi mirati dentro o accanto gli ospedali già esistenti”, osserva Bonaccini facendo riferimento ai conflitti registratesi in queste settimane tra Lombardia e Stato centrale. Sarà il ministro della Sanità Roberto Speranza, nei prossimi giorni, a venire in viale Aldo Moro per presentare il piano insieme al presidente della Regione. L’hub costerà 20 milioni di euro e accoglierà sia pazienti emiliano-romagnoli, sia provenienti dal resto del Paese, qualora che ne fosse bisogno.

Una serie di misure più piccole riguarda diversi settori. Sono previsti 2 milioni di euro per mettere in sicurezza e sanificare le strutture alberghiere, in modo che siano pronte a rilanciare il turismo appena si potrà. Altri 5 milioni vengono destinati alla sanificazione e messa in sicurezza delle imprese, in modo che le condizioni di lavoro rispettino tutti i protocolli. Lo sport si aggiudica 3,5 milioni di euro e 1 milione va alla cultura, in modo che possano ripartire.
8 milioni, invece, verranno destinati al Fondo di Garanzia per la cooperazione, in particolare quella sociale.

Il piano pensa anche a quelle categorie di lavoratori che restano esclusi dagli ammortizzatori sociali, come i tirocinanti che in Emilia Romagna ammontano a 18mila, tra cui anche persone svantaggiate. A loro arriverà un bonus di 900 o 450 euro, a seconda della categoria. L’agricoltura si aggiudica 31 milioni di euro, suddivisi in diversi bandi.
21 milioni, invece, sono invece le risorse destinate a casa e welfare, tra cui le rette per i nidi e le scuole materne.

La scuola, costretta in poco tempo alla digitalizzazione, potrà usufruire di risorse pari a 5 milioni di euro, il cui obiettivo è proprio quello di superare il digital divide e consentire che l’accesso all’istruzione sia garantito a tutti, ad esempio attraverso l’acquisto di traffico internet o device. Su questo tema la Regione, attraverso il proprio assessorato, ha predisposto una task force che si premurerà di verificare che effettivamente tutti abbiano accesso agli studi.

Il piano regionale prevede anche una parte destinata agli investimenti. I primi annunciati da Viale Aldo Moro ammontano a 120 milioni di euro e attengono all’elettrificazione delle linee ferroviarie. Il finanziamento era già previsto negli obiettivi di mandato e andrà a sostenere la mobilità sostenibile.
“Non sono un economista – osserva Bonaccini – ma fin da bambino mi hanno insegnato che per contrastare la recessione occorre l’investimento pubblico, che porta con sé anche quelli privati”.

Proprio Bonaccini da domani entrerà nella cabina di regia voluta dal premier Giuseppe Conte per pianificare, insieme alle opposizioni, alle parti sociali e ai territori, la fase due.
“Non sappiamo ancora quando sarà – osserva il presidente dell’Emilia Romagna – ma possiamo discutere il come”. Proprio in questa direzione, in Emilia Romagna, un gruppo di esperti, tra economisti, umanisti, scienziati ed esperti di tecnologia, affiancherà il lavoro della giunta.
Una menzione speciale Bonaccini la dedica ai giovani: “Vogliamo coinvolgere anche dei trentenni per avere una visione nuova su quella che dovrà essere l’Emilia Romagna del futuro che lasceremo ai nostri figli e nipoti”.

ASCOLTA L’INTERVENTO DI STEFANO BONACCINI: