Ne sono consapevoli tutti: la gestione dell’epidemia di coronavirus avrà conseguenze sull’economia. Questa mattina Piazza Affari a Milano ha segnato un crollo del 4% e non è l’unica Borsa mondiale a registrare significative pressioni.
I supermercati, intanto, continuano ad essere presi d’assalto dalle persone che temono di finire in quarantena e di non avere le dispense alimentari piene.
In questo contesto, però, c’è già chi si è dato alla speculazione e, vista la crescita esponenziale della domanda di alcuni prodotti, come i disinfettanti per le mani o le mascherine, ha già raddoppiato i prezzi.

Coronavirus: la speculazione viaggia sulle piattaforme

“Dai nostri monitoraggi e dalle segnalazioni di alcuni cittadini emergono i primi fenomeni speculativi sui disinfettanti antibatterici – denuncia Federconsumatori – in molte zone è difficile reperirli nei punti della grande distribuzione e nelle farmacie, per questo, soprattutto su internet, i prezzi sono lievitati a dismisura, si può arrivare a pagare anche 8,69 – 10,90 Euro un prodotto da 80 ml che normalmente ne costa in media 3,50 Euro, con un rincaro di oltre il 148%”. Questa mattina, riferisce ai nostri microfoni il presidente nazionale dell’associazione Emilio Viafora, è ancora peggiorata e i rincari hanno superato il 200%.

Anche le mascherine sono sempre più difficili da reperire e stanno subendo aumenti: le FFP2 si trovano al costo di circa 59,90 Euro (per una confezione da 10 pezzi) e le FFP3 costano anche 99,00 Euro (una confezione da 5 pezzi). Normalmente tali prodotti vengono venduti, a seconda delle caratteristiche e del livello di protezione, a circa 10,00-25,00 euro per 50 pezzi.
“Speculazioni intollerabili – continua l’associazione di consumatori – che denunceremo alle autorità competenti e all’Antitrust e su cui invitiamo il Ministero della salute ad avviare verifiche approfondite, oltre a disporre la distribuzione di tali dispositivi alla popolazione nei casi di maggiore necessità e urgenza”.

Il presidente di Federconsumatori sottolinea il ruolo delle piattaforme online, che spesso rigettano le responsabilità, scaricando la colpa sui fornitori. “Eppure devono fare qualcosa per impedire truffe e speculazioni di questo tipo – insiste Viafora – Questa situazione mi ricorda quando, con una tragedia come il terremoto de L’Aquila in corso, alcuni imprenditori ridevano perché intravedevano la possibilità di fare affari. Questo è sciacallaggio”.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD EMILIO VIAFORA: