Si è tenuta nella notte la conferenza stampa del governo, insieme alle autorità sanitarie, per fare il punto della situazione sull’emergenza coronavirus in Italia.
Il capo della protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa ha illustrato tutti i numeri fin qui del contagio da coronavirus in Italia. “Ad ora sono 79 le persone colpite dal virus, 76 sono positive, i deceduti sono due e una persona è stata dimessa dallo Spallanzani. Le 76 persone positive sono in 5 regioni, in Lombardia sono 54, in Veneto 17, 2 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio, si tratta della coppia dei turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani e 1 in Piemonte. In totale – aggiunge Borrelli – 33 persone sono ricoverate con sintomi, 18 in terapia intensiva, 11 in isolamento domiciliare perché non hanno particolari sintomi”.

Nel corso della conferenza stampa sono state annunciate anche le misure rivolte alle zone dove si è registrato un focolaio. In particolare le misure sono: divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree ‘focolaio’ del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Stop alle gite scolastiche in Italia e all’estero, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche – compresa la serie A – quarantena con “sorveglianza attiva” per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus. Chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone.

Coronavirus, la situazione dell’Emilia Romagna

Il veloce evolvere dell’epidemia in Italia ha indotto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ad adottare misure precauzionali anche lungo la via Emilia.
Se nella giornata di sabato risultavano tre i pazienti positivi al coronavirus in ospedale a Piacenza, tutti casi legati al focolaio lombardo dell’epidemia, domenica la situazione è ben presto cambiata. In particolare si sono registrati altri 6 casi di positività al coronavirus, che portano a 9 il numero complessivo di contagiati presi in carico dall’ospedale di Piacenza. Si tratta di cinque piacentini e di un residente in provincia di Lodi, in Lombardia.

Già ieri in Emilia-Romagna era stato alzato il livello di attenzione. Anche se non si rilevano focolai in regione, la Cabina di coordinamento regionale, riunita nel pomeriggio di ieri dal presidente Stefano Bonaccini, ha deciso di intensificare i controlli nell’ambito del monitoraggio continuo della situazione. A partire dal test al coronavirus, al quale saranno sottoposti tutti i pazienti affetti da polmonite ricoverati in Terapia intensiva negli ospedali emiliano-romagnoli: il kit diagnostico della polmonite viene infatti inserito automaticamente nel test coronavirus.

Si intensifica anche il contatto con le autorità nazionali, Governo e ministero della Salute, oltre che con il Dipartimento di Protezione civile, il cui direttore è commissario all’emergenza.
Da lunedì sarà attivo un numero verde regionale che si aggiungerà al 1500 nazionale e allo 0523/317979 relativo al territorio di Piacenza. Viene inoltre potenziata la dotazione tecnologica diagnostica per effettuare i test tampone.
La Cabina di coordinamento regionale si riunirà costantemente per valutare l’andamento epidemiologico e le misure da adottare.

“Visto l’andamento del quadro epidemiologico – afferma oggi Bonaccini, che ha riunito la Cabina di coordinamento regionale – in via precauzionale, vista l’alta mobilità degli studenti, in accordo con il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e le nostre Università abbiamo deciso insieme la sospensione dell’attività didattica (lezioni, esami, sedute di laurea) in tutti gli atenei dell’Emilia-Romagna da domani, lunedì 24, a sabato 29 febbraio compresi. Inoltre, stiamo valutando la chiusura di ogni scuola di ordine e grado, asili nido, impianti sportivi pubblici e privati e dei musei. Decisione che stiamo esaminando e definendo in tutti i suoi aspetti, anche alla luce dei provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri ieri sera”.

Come bisogna comportarsi

Più in generale, la popolazione deve attenersi all’ultima ordinanza del ministro della Salute. Prevede la cosiddetta “permanenza domiciliare”: chi torna dalla Cina o è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa. Prima ancora c’è l’obbligo (chi trasgredisce è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria Ausl di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni. In particolare, chi può stare a casa in quarantena, avendo una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con familiari e persone consumando i pasti in camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone. A chi non può farlo Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato. In entrambe le situazioni, il Servizio di sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante – due volte al giorno – su febbre e altri sintomi per tutta la durata dei 14 giorni di quarantena domiciliare.

Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi che fosse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive. Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi. La raccomandazione rimane, con sintomi collegabili al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori), di non accedere direttamente ai Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di base, ma di contattare il proprio medico o, in emergenza, il 118. Per i cittadini piacentini e’ attivo il numero dedicato 0523 317979.

La Regione Emilia Romagna, inoltre, diffonde le buone regole sanitarie da seguire, elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità, per limitare il più possibile la diffusione del virus.

Piacenza

Scuole chiuse, così come gli impianti sportivi pubblici e privati, fino a martedì compreso, e un invito ad “evitare, se proprio non è indispensabile, i luoghi molto affollati”. Queste, fa sapere la Regione, sono le decisioni, valide per tutto il piacentino, emerse dal primo incontro del Comitato allargato di Piacenza per affrontare i problemi legati al coronavirus, convocato dal prefetto Maurizio Falco.
Si tratta comunque, precisano da viale Aldo Moro, di provvedimenti assunti “a titolo esclusivamente precauzionale, perché, come è stato ribadito, al momento non si è verificato alcun contagio nel piacentino e in Emilia-Romagna, visto che l’82enne risultata positiva è una cittadina di Codogno, in Lombardia, recatasi all’ospedale di Piacenza per ricevere assistenza”.
La misura “potrà essere revocata in qualsiasi momento a seconda dell’evolversi della situazione”

Bologna

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha deciso di istituire un gruppo di lavoro per monitorare la situazione legata alla diffusione del coronavirus e seguirne l’evoluzione, dopo i casi accertati in Lombardia e Veneto, pur in assenza di contagi nel territorio del Comune di Bologna e in generale in Emilia-Romagna. Il gruppo di lavoro sarà in seno alla Direzione generale del Comune e sarà composto da assessori e tecnici. Lavorerà a stretto contatto con le altre Istituzioni del territorio, a cominciare dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Ausl di Bologna che ha recepito l’ordinanza del ministero della Salute, emanata ieri con le misure preventive per contrastare l’epidemia di Covid-19. L’ordinanza, ricorda il Comune di Bologna, è rivolta a tutte le persone che negli ultimi 14 giorni hanno fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Oms.