Mentre in diverse parti d’Italia si registrano episodi di razzismo, anche istituzionale, nei confronti delle cittadine e dei cittadini cinesi, che in alcuni casi sfociano nella psicosi e producono danni economici, a Bologna il presidente di Confesercenti Massimo Zucchini, insieme all’assessore al Commercio Alberto Aitini e al sindaco Virginio Merola, oggi pranzeranno in un ristorante cinese. È in questo modo che l’associazione economica e il Comune vogliono manifestare simbolicamente sostegno alla comunità cinese, sempre più vittima delle paure e delle diffidenze scaturite dall’epidemia di coronavirus.

Coronavirus: l’impatto dell’irrazionalità a Bologna

Anche sotto le Due Torri cominciano a manifestarsi le conseguenze della preoccupazione legata all’epidemia globale del coronavirus. Se in alcune città d’Italia i ristoranti cinesi e asiatici si sono svuotati, Bologna inizia a mostrare segnali analoghi.
“Non è facile fare un bilancio complessivo perché a Bologna la situazione è a macchia di leopardo – spiega ai nostri microfoni Zucchini – Ci sono attività che riferiscono di avere una presenza costante di clienti ed altre che invece lamentano grosse difficoltà”.

Quel che è certo è che ormai la presenza cinese nel tessuto economico bolognese è consolidata, soprattutto nel settore della ristorazione e del divertimento. “Oltretutto sappiamo che la comunità cinese ha fatto molti investimenti in questo settore”, continua il presidente di Confesercenti.
All’incontro, che si terrà oggi alle 13.00 al Ristorante Singapore di via Marsala, sarà presente anche Luca Qiu, operatore economico membro della presidenza della stessa Confesercenti Bologna.

La corretta informazione sui rischi

Non è esagerato parlare di psicosi se si affiancano, da un lato, le informazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), massimo organo sanitario nel nostro Paese, e dall’altro, quanto sta accadendo ai ristoranti cinesi, dove si registra un calo di clienti che va dal 30 al 50% a seconda delle zone d’Italia, con conseguente perdita di posti di lavoro.

Coronavirus
L’infografica dell’Istituto Superiore di Sanità.

Mangiare cinese non è pericoloso”, ha ribadito l’Iss in un’infografica. Nello specifico, le ragioni che dovrebbero rassicurare tutti sono due: da un lato, il coronavirus non si trasmette per via alimentare e, dall’altro, in Europa è vietata l’importazione di animali vivi e di carne cruda dalla Cina.

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