Dal 15 al 17 novembre torna a Bologna, più precisamente a Vag61, Contrattacco!, il festival di letteratura sociale di Edizioni Alegre. Si tratta della seconda edizione cittadina, ma non della seconda in assoluto perché, dopo il successo dell’anno scorso, il festival è diventato un vero e proprio format che ha girato anche altre città italiane.
La ricchezza dei temi e delle pubblicazioni che è possibile includere nella categoria “letteratura sociale” ha indotto gli organizzatori a costruire un programma che non prevede semplici presentazioni. Spesso, infatti, gli incontri sono contraddistinti da un confronto fra gli autori di due o più libri diversi, in modo da costruire un percorso logico e concettuale.

Anche quest’anno Radio Città Fujiko è media partner dell’evento, che seguirà in diretta streaming lungo tutte le giornate del festival (lo streaming sarà attivo a questo indirizzo).
Prima dell’inizio, però, abbiamo deciso di approfondire il ricco programma del festival attraverso una serie di interviste ad alcuni dei protagonisti.
A raccontarci la prima giornata è Marie Moïse, attivista, è dottoranda in filosofia politica all’Università di Padova e Tolosa II, che scrive di razzismo e colonialismo da una prospettiva femminista. Tra i suoi lavori annovera la traduzione di “Donne, razza e classe” di Angela Davis e di “Femonazionalismo” di Sara Farris, che uscirà in Italia il prossimo 28 novembre.

Contrattacco: intersezioni di genere, razza e classe

Venerdì 15 novembre sarà la giornata inaugurale del festival e il programma è costruito attorno a quelle che la stessa Moïse definisce “intersezioni di genere, razza e classe”.
Alle 18.00, infatti, sarà presentato proprio “Femonazionalismo. Il razzismo nel nome delle donne“, il lavoro della sociologa Sara Farris, che ha creato un concetto nuovo per interpretare la strumentalizzazione dei temi femministi operata dalle destre europee per ottenere consenso e alimentare il razzismo nei confronti soprattutto degli uomini musulmani.

Da un lato le destre nazionaliste, dall’altro il progetto europeo liberale, però, non hanno veramente a cuore l’autodeterminazione femminile, ma riservano alle donne migranti uno specifico settore economico nella società, quello dei servizi, della cura. “Sara Farris è tra le maggiori sostenitrici della necessità di non creare un soggetto omogeneo ‘donne’ – spiega Moïse – perché all’intersezione di genere, razza e classe le condizioni sono specifiche. Le donne razzializzate sono impossibilitate a diventare, in una logica nazionalista, quello che Farris definisce ‘le riproduttrici della nazione’, che invece è il ruolo che viene assegnato alle donne cosiddette native”.
L’incontro verrà un confronto fra le due traduttrici del libro, Moïse stessa e Marta Panigal, con esponenti del collettivo Mujeres Libres e con la sociologa femminista Sabrina Marchetti.

A questo primo incontro seguirà una cena sociale di autofinanziamento, ma subito dopo, alle 20.30, ci sarà la presentazione e il reading di “Future. Il domani narrato dalle voci di oggi“, edito da effequ e curato da Igiaba Scego.
In questo caso Moïse ricopre il ruolo dell’autrice di uno dei brani contenuti nel libro. “È un’antologia che ha visto esprimersi undici autrici afroitaliane – racconta l’attivista – giovani e meno giovani, in un lavoro corale per fare emergere un punto di vista sull’italianità e sulla condizione delle donne in questo Paese. Igiaba ci ha radunato e ci ha chiesto di raccontarci e di esprimere cosa fosse per noi il futuro, un tema per niente facile in un’epoca così precaria”.
Sul palco, insieme all’autrice, ci sarà Mohamed Antar, scrittore e autore con Wu Ming 2 di “Timira”.

A concludere la serata sarà una pièce teatrale di Filo Sottile, intitolata “La Punk spiegata alla nonna“, dove ritornano i temi del genere e della transizione.
Filomena “Filo” Sottile da oltre vent’anni porta sui palchi parole e canzoni. Ha scritto spettacoli, un romanzo, un po’ di racconti “disseminati in rete e su antologie cartacee”, una raccolta di poesie eroticomiche “troppo poco queer perché se ne vanti in giro”, scrive lei stessa, e articoli su piante, viandanze, immaginario, transizioni di genere, questioni No Tav. Fa parte di Alpinismo Molotov.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARIE MOÏSE:

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