Nella seconda edizione bolognese di Contrattacco!, il festival di letteratura sociale di Alegre che si svolgerà a Vag61 dal 15 al 17 novembre, c’è spazio anche per demistificare le narrazioni tossiche. Se la prima giornata è dedicata alle intersezioni tra genere, razza e classe, come ci ha raccontato ieri Marie Moïse, la seconda, quella di sabato 16 novembre, ha come filo conduttore proprio alcune narrazioni sociali che mistificano la realtà e che, attraverso gli incontri in programma, verranno smontate.

Contrattacco alle narrazioni tossiche

Si comincia alle 18.00 con la presentazione comparata di due libri, “Le cose innominabili” (Rizzoli) di Girolamo Di Michele e “Pozzi. Il diavolo a Bitonto” (Alegre) di Selene Pascarella.
“Il primo racconta proprio di questi giorni, di quello che sta accadendo a Taranto, della contrapposizione tra salute e lavoro – osserva ai nostri microfoni Wu Ming 1 – Si tratta di una narrazione complessa che gioca con gli stilemi del noir, andando però molto oltre, e parla appunto di come questa presenza opprimente, ricattatoria e cancerogena della Fabbrica, che è l’Italsider, poi Ilva e oggi Arcelor-Mittal, schiacci e sovradetermini la vita di Taranto, fino ad aver plasmato di sè l’immagine dell’intera città”.

Il secondo, sempre ambientato in Puglia, vede coinvolto lo stesso Wu Ming 1, dal momento che è libro inserito nella collana Quinto Tipo, che lo scrittore dirige. “Il libro di Selene affronta un altro tipo di narrazione tossica, che è quella della cronaca nera – spiega Wu Ming – È incentrato su un vecchio cold case che aveva fatto furore negli anni ’70, le morti misteriose di diversi bambini in un quartiere poverissimo ed emarginato di Bitonto. Nel recuperare questa storia, l’autrice ci parla anche dell’oggi, di come noi siamo consumatori malati di questo tipo di narrazioni, che non sono per nulla innocenti o meno tossiche, perché anche quelle servono a normare i nostri comportamenti”.

Alle 20.30, dopo la cena sociale di autofinanziamento, a salire sul palco delle presentazioni saranno invece tre autori: Mauro Vanetti col suo “La sinistra di destra” (ascolta l’intervista qui), Wolf Bukowski con “La buona educazione degli oppressi” (ascolta l’intervista qui) e Sarah Gainsforth con “Airbnb città merce” (ascolta l’intervista qui).
L’accostamento dei tre volumi non è casuale, ma crea un percorso utile come chiave di interpretazione del presente, come ha spiegato Wu Ming 1: “Il libro di Vanetti ci parla della sinistra di destra, quella che ha ceduto al liberismo e al capitale, spacciato come modernità, ma anche di quella nazionalista odierna. Nel libro di Bukowski si analizzano le retoriche del decoro, che innescano fenomeni di gentrification e che troviamo spesso in città amministrate dal Pd, quindi dalla vecchia sinistra di destra – sottolinea Wu Ming – Quelle stesse amministrazioni sono poi quelle che cedono maggiormente al fenomeno di ‘airbnbizzazione’, raccontato da Gainsforth”.

Il libro di Bukowski, “La buona educazione degli oppressi”, sarà poi anche l’ispirazione dello spettacolo di Filo Sottile, con monologhi e canzoni, che si terrà alle 22.30 e che è intitolato “Il decoro illustrato“.
A concludere la serata sarà invece il dj set di Dj Ilich.

ASCOLTA L’INTERVISTA A WU MING 1:

Per il programma completo clicca qui.