Insieme a medici e infermieri, tra le professioni più a rischio di contagio ci sono tutte quelle attività che prevedono la presa in carico di di fragilità che non necessitano, o non esclusivamente, di attenzioni di tipo sanitario. Pensiamo ai disabili, agli anziani, ai senza dimora, ai soggetti seguiti dal SERT o dalla Salute Mentale, ai minori in condizione di disagio sociale e di conseguenza agli educatori, agli operatori sociali che quotidianamente si occupano di loro.

Caso emblematico è il Centro Residenziale per disabili Zanichelli, nel comune di San Lazzaro, dove, a fronte dell’adozione scrupolosa di tutte le misure necessarie per fronteggiare il virus e mettere in sicurezza utenti e personale, a seguito del mensile controllo dei tamponi sono risultati positivi dieci ospiti (tutti tranne uno) e cinque lavoratori.

Ma cosa accade quando un lavoratore dei servizi contrae il virus? Quali sono le procedure da adottare? Quali le prassi da seguire con i pazienti? E in cosa consta l’isolamento a casa in attesa di riprendere il proprio posto in prima linea?

La testimonianza di Daniela, operatrice del Centro Residenziale per disabili “Zanichelli”.