No a proroghe al cemento. Lo dicono chiaro e tondo i movimenti ambientalisti alla Regione Emilia-Romagna, la cui Assemblea Legislativa vota oggi un collegato al Bilancio che proroga di un anno i termini per l’edificazione della legge urbanistica 24 del 2017. Un punto che divide la maggioranza, con Emilia Romagna Coraggiosa e Verdi che voteranno contro, ma anche l’opposizione (M5S contario, centrodestra favorevole).
Il dito degli ambientalisti, però, è puntato sulla vice-presidente Elly Schlein, che ha la delega alla conversione ecologica e al Patto per il Clima, chiedendole di prendere posizione all’interno della Giunta.

Consumo di suolo, la proroga ai termini della legge

Tutto nasce da un articoletto presente nel collegato al Bilancio consuntivo che l’Assemblea Legislativa sta discutendo e votando in questi giorni. Si tratta di una proroga dei termini fissati dalla legge urbanistica 24 del 2017, già contestata a sinistra ai tempi dell’approvazione, che dava un periodo di tempo prima di fissare stretti parametri al “consumo di suolo zero”. Già questa moratoria apparve troppo lasca, così come gli indici di edificabilità della legge stessa.

In questo 2020 in regione sono presenti 180 Comuni che non hanno ancora adottato il Pug (Piano Urbanistico Generale), per cui la proroga di un anno servirebbe per concedere tempo alle Amministrazioni per ultimare gli iter burocratici e includere cantieri già avviati nella programmazione urbanistica.
“È chiaro che questa è una spinta al cemento e all’edilizia – commenta invece Detjon Begaj, attivista del comitato Ex Caserma Mazzoni Bene Comune, che insieme ad altri ha animato la protesta di oggi davanti alla Regione – Questo provvedimento avviene a pochi giorni dal report di Ispra, secondo cui l’Emilia-Romagna è quinta a livello nazionale per consumo di suolo, con 404 ettari cementificati tra dal 2018 al 2019″.

Assieme agli attivisti del comitato per la salvaguardia dell’ex Caserma Mazzoni, in viale Aldo Moro questa mattina c’erano sono quelli di Rigenerazione No Speculazione, che si battono per la salvaguardia del bosco urbano dei Prati di Caprara, ed altre realtà ambientaliste cittadine.
Movimenti che in autunno promettono di dare battaglia, a partire dall’assemblea pubblica che si svolgerà il 13 settembre.
Tutti uniti per dire no a nuove cementificazioni e sì al recupero di aree abbandonate e dismesse. “Solo a Bologna ci sono 7mila alloggi sfitti – ricorda Begaj – Cementificare è una visione anacronistica, dal momento che le stesse statistiche del Comune prevedono un calo di 70mila residenti in quindici anni”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A DETJON BEGAJ:

Maggioranza e opposizione divise in Regione

La questione sollevata dai movimenti ambientalisti è un tasto dolente anche in Assemblea Legislativa. Non è un caso che i manifestanti abbiano tirato in ballo la vice-presidente della Regione Elly Schlein. Tra le sue deleghe, infatti, ci sono quelle della riconversione ecologica e del Patto per il Clima, ma il provvedimento che l’Assemblea Legislativa sta per adottare va nella direzione opposta rispetto alle promesse in campagna elettorale.
“Bisogna che dalle parole si passi ai fatti, per cui chiediamo che Schlein faccia sentire la propria voce”, insistono gli attivisti.

“Non voteremo questo provvedimento – afferma Igor Taruffi, consigliere regionale di Emilia Romagna Coraggiosa che è sceso tra i manifestanti in presidio – Noi da sempre siamo contrari a questa legge urbanistica, per cui cercheremo di modificarla entro la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo”.
Oltre alle liste di sinistra della maggioranza, il voto contrario arriverà anche dal M5S, che sta all’opposizione. Il provvedimento che proroga la possibilità di edificare, dunque, potrebbe passare con i voti del Pd e del centrodestra.

“Ci sono questioni su cui nella maggioranza ci sono idee diverse e già si sapeva – sottolinea Taruffi – Oltre a questo, c’è il tema delle grandi opere”. La speranza del consigliere è che la vice-presidente Schlein faccia pesare la propria voce all’interno della Giunta regionale e che si cambi definitivamente l’approccio su questi temi.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD IGOR TARUFFI: