Il primo concetto che viene in mente in associazione alla parola “riders” è “struttamento”. Tante, infatti, sono state le proteste e le vertenze aperte dai ciclofattorini a Bologna, in Italia e nel mondo sulle loro condizioni di lavoro. Le piattaforme digitali della Gig economy hanno spesso costruito la loro fortuna risparmiando sulle tutele e sui diritti di lavoratrici e lavoratori e a questi ultimi non è rimasto che sindacalizzarsi per veder riconosciuta la professione che svolgono nel consegnare merci a domicilio.

Giovedì 17 settembre, alle 19.00, nel cortile Guido Fanti di Palazzo D’Accursio, all’interno della rassegna Cortile in Comune e della Settimana Europea della Mobilità, verrà presentato “Consegne Etiche“, un progetto sperimentale di consegne a domicilio alternative, che garantisca tutele, lavoro degno ai fattorini, attenzione alle relazioni con i commercianti locali e all’ambiente. Ospite d’eccezione, con un video registrato, sarà Trebor Scholz, direttore dell’Istituto “Cooperative Digital Economy” della New School di New York City, che interverrà insieme alle tante realtà coinvolte nel progetto.

Riders senza sfruttamento: è Consegne Etiche

Il progetto di Consegne Etiche è stato sviluppato durante il lockdown dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana e dal Comune di Bologna, ma coinvolge una rete di commercianti, cooperative e anche biblioteche. È quest’ultima una delle novità forti del progetto: ad essere consegnate a domicilio non saranno solo merci di consumo, ma anche libri del patrimonio bibliotecario bolognese, all’interno del Patto per la lettura.
A mettere a disposizione i/le riders saranno Dynamo, già attiva nel settore delle consegne con cargo bike grazie a un servizio avviato durante il lockdown, e Idee in Movimento, che ha contribuito ad avviare le Staffette Alimentari Partigiane a supporto di persone in situazioni svantaggiate.

Con il supporto del centro universitario per la formazione e la promozione dell’impresa cooperativa AlmaVicoo e a seguito di una fase di studio e coinvolgimento con commercianti, associazioni e imprese, prende ora avvio una sperimentazione che prevede la possibilità di far consegnare la spesa a domicilio dai mercati di via Vittorio Veneto e Mercato Albani e da due supermercati di Coop Alleanza 3.0 in centro storico.
Sul sito https://consegnetiche.it/ dal primo ottobre si potranno incrociare la domanda e l’offerta, per un servizio di consegne a domicilio che però rispetta l’ambiente e i diritti di chi lavora.

“La Fondazione Innovazione Urbana ha sviluppato questo progetto proprio nell’ottica di immaginare soluzioni a quello che è un problema sociale – osserva ai nostri microfoni Simona Larghetti di Dynamo – quello di tollerare lo sfruttamento perché perpetrato con forme nuove, ma che vedono condizioni vecchie come il lavoro a cottimo”.
Consegne Etiche conta anche di coinvolgere alcuni riders che già hanno lavorato nelle piattaforme di delivery più criticate per l’assenza di tutele, offrendo loro invece tutele maggiori. In questa chiave si spiega la presenza, all’incontro di giovedì, di Tommaso Falchi di Riders Union Bologna.
“Nell’incontro vogliamo anche sensibilizzare le persone che magari non pensano che dietro a una pizza ci sia lo sfruttamento”, conclude Larghetti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SIMONA LARGHETTI: