Il primo e già rilevante esito di una collaborazione leggendaria fra un grande regista britannico emigrato in America ed un compositore di colonne sonore, giovane ma già affermato.

Con “The trouble with Harry” (“La congiura degli innocenti” – 1955), inizia la collaborazione fra Alfred Hitchcock e Bernard Herrmann. Per la verità Herrmann non era la prima scelta del regista britannico, ma poichè Lyn Murray, il musicista che avrebbe potuto potenzialmente essere incaricato ma che doveva terminare ancora di scrivere le musiche per il film precedente, “To catch a thief” (“Caccia al ladro”, anch’esso del ’55), quando il regista gli disse che non aveva ancora assegnato ad alcuno la realizzazione del commento musicale del nuovo film, gli suggerì (pentendosene successivamente) il nome del suo amico Herrmann, questa cosa sancì l’inizio di una proficua, anche se tormentata, collaborazione fra un paio di autentici mostri sacri.

Prima d’allora, i 2 si erano visti di sfuggita in sporadiche occasioni (il loro primo fugace incontro risale al dicembre del ’42, come ricordato in seguito dallo stesso compositore in una lettera alla moglie), ma per varie ragioni la loro collaborazione si concretizzerà assai più tardi.

Per “The trouble with Harry”, commedia macabra e grottesca venata di umor nero, Herrmann realizzò una partitura dal carattere ora sinistro, ora leggiadro, utilizzando sapientemente un’orchestra a ranghi ridotti (4 corni, legni a 2, arpa ed archi), cosa per lui affatto inusuale. Durante le sessioni di registrazione, avvenute ufficialmente dal 25 al 27 gennaio del ’55 (ma lo stesso Lyn Murray che vi avrebbe assistito, nel suo diario le data alla 2^ settimana di marzo), Herrmann diede dimostrazione della sua fama di collerico ed irascibile perfezionista, prendendosela con i membri dell’orchestra della Paramount (ed in particolare con il primo oboe che suonava pure il sassofono), venendo gratificato da questi ultimi con l’appellativo di “coglione” (il tecnico di registrazione lo definì una “testa di cazzo”), esigendo una ripresa sonora ravvicinata per ovviare alle carenze acustiche dello studio, dichiarandosi stremato al termine delle riprese. Da queste musiche ricaverà nel ’68, in occasione d’un’incisione discografica antologica per la Decca/London, nella collana “Phase 4”, riarrangiato e ritoccato leggermente nell’orchestrazione, un breve brano da concerto intitolato “A portrait of Hitch”, che venne pubblicato e godette di buona circolazione nelle sale.

In questa sede ascolteremo invece le musiche integrali, reincise nella loro veste originale. Gli interpreti sono la Royal Scottish National Orchestra col direttore Joel McNeely, il disco venne registrato il 29 aprile ’98, alla City Halls di Glasgow, per la Varése-Sarabande.

“Un tocco di classico” va in onda ogni giovedì alle 24, in streaming ed in fm 103.1 mhz.

—- Gabriele Evangelista —-