La quattordicesima edizione si terrà dal 6 all’11 ottobre, ma come ogni festival che si rispetti presenta un’anteprima, che si svolgerà nella serata del 9 settembre all’Arena Orfeonica.
Il Terra di Tutti Film Festival, organizzato dalle ong WeWorld e Cospe, come ogni anno ospita “voci dal mondo invisibile” e, attraverso i film inseriti nel suo programma, conduce gli spettatori e le spettatrici alla scoperta di Paesi, storie e condizioni poco raccontate dai media italiani.

Terra di Tutti Film Festival: l’anteprima del 9 settembre

Il primo “assaggio”, quello dell’anteprima, prevede la proiezione di tre film su altrettanti contesti importanti nel mondo, accomunati dal filo rosso dei conflitti e delle resistenze.
Il primo ad essere proiettato sarà “La voz de la Montagna”di Alexandra Cardona, che racconta la storia di ex guerriglieri Farc alle prese con una nuova vita dopo il processo di pace. Seguirà “Iraqi, youth on the front line” di Sara Manisera e Francesca Tosarelli: un corto sui volti e le speranze di una giovane generazione di iracheni sulle barricate che chiedono a gran voce un cambio di scenario politico nel loro paese. A concludere la serata sarà “Foreign Volunteers In the Hell of Raqqa” di Pedro Brito da Fonseca, un racconto in presa diretta dei sogni, speranze e paure di alcuni fra le centinaia di militanti internazionali della brigata Ypg che da ogni parte del mondo arrivano in Siria per combattere contro l’Isis.

Le proiezioni, saranno precedute da un’introduzione del Film Festival Terra di Tutti e da un momento di confronto, insieme al collettivo Làbas, per rinnovare la richiesta di verità e giustizia per Mario Paciolla cooperante italiano trovato morto lo scorso 15 luglio nella sua casa di San Vicente del Caguán, Colombia, in circostanze ancora da chiarire.
Quanto alla Siria, WeWorld è operativa nel Paese a partire dal 2011 e si occupa di accesso all’acqua, alle cure sanitarie e all’istruzione. E proprio su quest’ultimo tema la situazione appare preoccupante. “A quasi dieci anni dall’inizio del conflitto, in un Paese in cui c’erano degli indicatori di istruzione più alti di quelli italiani – racconta ai nostri microfoni Giorgia Bailo, coordinatrice del festival, che per WeWorld si occupa anche di sensibilizzazione – secondo l’ultimo rapporto dell’Unicef ci sono 2,8 milioni di bambini che non hanno mai avuto accesso all’istruzione”.
Il lockdown, del resto, non ha migliorato la situazione: “In un contesto con servizi ed economia già in ginocchio le conseguenze sono state impattanti – continua Bailo – Per questo abbiamo cercato di mantenere un contatto e una continuità educativa con i bambini”.

La serata di anteprima prevede il rispetto delle norme anti-Covid, perciò l’accesso è regolato secondo i protocolli di sicurezza e richiede l’iscrizione gratuita attraverso la piattaforma Eventbrite a questo indirizzo.
Gli organizzatori riferiscono che si è già raggiunto il sold out, ma l’invito è quello di presentarsi comunque all’Arena Orfeonica nel caso in cui ci sia qualche disdetta.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIORGIA BAILO: