Dopo lo stop imposto dalla pandemia e dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria, da circa un’anno sono ripresi i concorsi pubblici; le pubbliche amministrazioni hanno riattivato le procedure di selezione per integrare nuove risorse all’interno del proprio organico, anche in virtù di quanto previsto del PNRR. Svariati enti pubblici hanno indetto, o prevedono di indire nei prossimi mesi, bandi di concorso accessibili agli aspiranti in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado. I concorsi per diplomati, infatti, sono molto comuni, tanto presso i Ministeri quanto gli enti locali, in quanto vengono utilizzati per individuare figure di carattere tecnico e amministrativo.

Dove consultare i bandi

I bandi dei concorsi per diplomati, così come per qualsiasi altra procedura analoga, vengono pubblicati in un’apposita sezione della Gazzetta Ufficiale, a prescindere dal tipo di concorso o dall’ente che lo ha organizzato. In alternativa, è possibile tenersi aggiornati circa le più recenti pubblicazioni consultando un portale specializzato quale concorsipubblici.com. Per reperire il testo completo del bando bisogna fare riferimento anche ai siti istituzionali dell’ente pubblico che ha indetto la procedura concorsuale.

Inquadramento economico e contrattuale

In genere, i concorsi per diplomati sono finalizzati all’assunzione di unità il cui inquadramento lavorativo rientra nella Categoria C (all’interno della quale ci sono cinque diversi scaglioni). A ciascuno step di inquadramento corrisponde un relativo trattamento economico; gli impiegati che hanno una posizione di categoria C1 possono contare su una retribuzione lorda mensile che sfiora i 1.700 euro; all’interno della stessa tipologia di inquadramento, chi occupa la posizione più alta (C6) beneficia di uno stipendio mensile che, al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, sfiora i 2.000 euro. Naturalmente le cifre appena citate fanno riferimento ad un contratto di lavoro a tempo pieno.

I profili professionali e le relative mansioni

In linea di massima, i concorsi per diplomati sono propedeutici all’assunzione di figure non particolarmente specializzate, da destinare a mansioni meno gravose rispetto a quelle destinate ai dipendenti di Categoria D (funzionario con laurea). I profili di Categoria C, infatti, sono caratterizzati da competenze monospecialistiche approfondite, tali da poter essere assimilate a seguito del conseguimento del diploma di scuola secondaria di secondo grado. Anche per questo, l’inserimento sul luogo di lavoro può essere preceduto da un periodo di apprendistato, aggiornamento professionale o formazione propedeutica.

In sintesi, i profili di Categoria C sono quasi sempre destinati a ruoli quali assistenti tecnici, amministrativi o contabili; in virtù del ruolo ricoperto, affrontano problemi di media complessità ed hanno responsabilità limitate, in quanto costituiscono una tipologia di lavoratore ‘di base’ rispetto alla gerarchia interna. Tra le figure professionali che rientrano in questo genere di profilo vi sono:

  • istruttori amministrativi, gestionali, contabili, delle risorse finanziarie,
  • assistenti amministrativi contabili e tecnici;
  • ragionieri e geometri;
  • istruttori socio-assistenziali;
  • educatori ed istruttori di asilo nido;
  • istruttori dei sistemi informatici e informativi;
  • istruttori culturali e della comunicazione.

I lavoratori di Categoria C possono anche avere mansioni di coordinamento di altri addetti o dipendenti, o essere a capo di un’unità di appartenenza. In aggiunta, nell’ambito di attività istruttorie, può occuparsi della raccolta e dell’elaborazione di dati e statistiche relative al settore di competenza.

I concorsi per diplomati non sono riservati esclusivamente a chi è in possesso di questo titolo di studio; il diploma di scuola secondaria di secondo grado rappresenta un requisito indispensabile per l’accesso alle procedure di selezione. Queste sono aperte anche ai laureati, per i quali il posseso del diploma di laurea costituisce un titolo preferenziale, mediante il quale incrementare il proprio punteggio nelle graduatorie di merito stilate dalla Commissione Esaminatrice incaricata di valutare i titoli e i risultati dei test svolti dai partecipanti.

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