Sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire. E quel che è peggio è che non si sa quando. Un’incertezza che si aggrava considerando che ci sono collaboratori scoperti dagli ammortizzatori sociali, affitti, utenze e altre spese da continuare a pagare.
Così, dopo quasi 30 anni di spettacoli dal vivo organizzati a Bologna, l’Estragon Club si vede costretto a lanciare un crowdfunding per, quando sarà ora, poter riaprire e organizzare concerti per i bolognesi e non solo.
“Ci rendiamo conto che in questo momento ci sono cause più nobili da sostenere – osserva ai nostri microfoni il presidente Lele Roveri – però il nostro comparto è sempre quello più bistrattato e, a differenza del passato, ora non possiamo superare le difficoltà con le sole nostre forze”.

Concerti, l’impatto della pandemia

Erano le ultime settimane di febbraio quando i luoghi per spettacoli dal vivo sono stati chiusi, prima con un’ordinanza regionale, poi con decreti nazionali. Centinaia di concerti ed esibizioni in tutta Italia sono quindi saltati.
“Ottimisticamente li avevamo riprogrammati per l’estate – racconta Roveri – ma li abbiamo ulteriormente spostati all’autunno, anche se è verosimile che non riusciremo a vedere artisti stranieri prima di febbraio o marzo dell’anno prossimo”.

Sono una cinquantina gli spettacoli che solamente Estragon ha dovuto cancellare e il lockdown è arrivato nel periodo più florido per la stagione live. Oltre alla programmazione nel club, Estragon ogni anno concorre ad organizzare tantissimi eventi, come il BOtanique, l’Irlanda in Festa, l’Oktoberfest, l’Arena Joe Strummer e i Festival al Parco Nord, il Finger Food, Europavox al Teatro Comunale, il Capodanno in Piazza. Tutto saltato.

“I soci della cooperativa e i nostri dipendenti al momento sono in cassa integrazione, quindi al sicuro – continua il presidente di Estragon – però ci sono tutti i collaboratori, da tecnici a facchini, che attualmente sono scoperti, oltre alle spese per l’affitto, le utenze, le rate degli impianti audio, eccetera”. La soluzione del crowdfunding, dunque, rimaneva l’unica a disposizione per far fronte ai costi, al sostegno di lavoratori in difficoltà e per tentare di accantonare un fondo di sicurezza.

Il crowdfunding “Estragon: Your Life Club”

La piattaforma scelta per la colletta è Idea Ginger, sulla quale è stata lanciata una campagna.
L’obiettivo è ambizioso: 50mila euro da raccogliere entro il 27 maggio. In pochi giorni dal lancio, attualmente la cifra raccolta è attorno ai 7mila euro.
La speranza è che le centinaia di migliaia di persone che nei quasi trent’anni di attività hanno goduto degli spettacoli possano dare un contributo, anche simbolico.

GUARDA IL VIDEO:

Per promuovere la campagna Estragon ha realizzato un video in cui ricorda in pochi minuti gli artisti più importanti che sono passati dal locale o nelle iniziative organizzate.
Come ogni campagna di crowdfunding che si rispetti, chi partecipa può essere premiato a seconda del proprio contributo. Le ricompense vanno da poster a biglietti, passando per magliette e l’inserimento del proprio nome in un “Wall of fame”, fino ad un “Disco d’oro”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LELE ROVERI: