Artefiera: Simone Menegoi e Gloria Bartoli ai microfoni di Radio Città Fujiko

Malgrado un primo shock nel non trovare l’ingresso in Piazza Costituzione (superato immediatamente da un pullman che ci ha portato in un viaggio surreale tra i padiglioni vuoti della fiera), l’edizione di Arte Fiera 2020 si è conclusa brillantemente domenica scorsa, con un aumento dei visitatori del 5%, che conferma la fiera bolognese come punto di riferimento e termometro della situazione artistica in città e nel territorio italiano. Come Simone Menegoi, direttore della scorsa e dell’attuale edizione, ha raccontato a Coxo Spaziale lunedì, Arte Fiera è una fiera prettamente italiana, e come tale ha il compito di valorizzare l’operato degli artisti del territorio.

Welcome di Eva Marisaldi

Quest’anno l’ha fatto meglio del solito, con una fantastica sezione di pittura chiamata Pittura XXI, curata da Davide Ferri, che ha catapultato questo medium nel nuovo decennio con rinnovata forza e vigore, e forse un occhio più riguardoso verso la pittura del secolo scorso. Questa attenzione è stata sottolineata anche in città con mostre come la retrospettiva di Luciano De Vita a cura di Silvia Evangelisti alla Pinacoteca Nazionale, la mostra Figurabilità. Pittura a Roma negli anni sessanta a cura di Uliana Zanetti e Barbara Secci al MAMbo, e Le realtà ordinarie, grande collettiva di pittura contemporanea curata dallo stesso Davide Ferri a Palazzo de’ Toschi.

L’installazione fotografica di Mattia Zoppellaro nello stand di Traffic

Cinque sono i premi assegnati durante Arte Fiera 2020: Premio per la pittura Mediolanum all’artista Michael Bauer (Galleria Norma Mangione, Torino); Premio Wide a due opere dell’artista Armin Linke (Galleria Vistamare, Pescara); Premio A Collection al duo The Cool Couple (MLZ Art Dep, Trieste); Premio Rotary alla galleria Pinksummer di Genova e all’artista Luca Trevisani; Premio ANGAMC 2020 conferito a Roberto Casamonti, fondatore della Tornabuoni Arte.

Lupercalia aujourd’hui, opera di Marco Cingolani alla galleria Boxart

Ma una fiera d’arte deve soddisfare non solo il pubblico, ma anche i galleristi che investono risorse e denaro nella promozione dei loro artisti, e i collezionisti che possono permetterseli: anche quest’anno le aspettative sono state soddisfatte e Bologna si conferma come nodo centrale della ricerca artistica contemporanea italiana, grazie anche allo sforzo di gallerie come P420, De’ Foscherari e Gallleriapiù (per citarne solo alcune) che oltre alla partecipazione in fiera hanno stimolato la città con le mostre di Franco Vaccari, Michele Zaza e Ivana Spinelli, visitabili per tutto il mese.

Franco Vaccari, Sogno 10-6-89, 2017, in mostra alla galleria P420

L’audio dell’intervento del direttore Simone Menegoi e della splendida vicedirettrice Gloria Bartoli è ascoltabile qui: