Nel 2021 i bolognesi dovranno votare per le elezioni comunali. L’attuale sindaco, Virginio Merola, è al secondo mandato e sui giornali e nei palazzi finora si è parlato solamente dei possibili successori. L’assessore comunale Matteo Lepore, che secondo un sondaggio di Trc-Youtrend sarebbe il più gradito, e l’europarlamentare ed ex vice-presidente della Regione Elisabetta Gualmini sono i due principali nomi su cui si discute ma, a fasi alterne, sono spuntati anche quelli degli assessori Alberto Aitini e Marco Lombardo, dell’ex-ministro centrista Gian Luca Galletti, più gli autocandidati Cathy La Torre e Alessandro Alberani.

Comunali, e se si discutesse di programmi?

Il fiorire di nomi diverte le redazioni e gli appassionati di scommesse, che possono così parzialmente recuperare l’ozio dettato dalla sospensione del campionato di calcio nella primavera scorsa.
Gli amanti della politica vecchio stile, quella che si occupava di immaginare il futuro di una città e discuteva delle conseguenti scelte politiche da compiere, per una volta però potrebbero non rimanere a bocca asciutta. Nella tre-giorni organizzata lo scorso week end da Coalizione Civica in Montagnola, infatti, ci sono stati sei tavoli dove gli stakeholder (per dirla all’inglese) dei comitati cittadini sorti in questi anni si sono confrontati ed hanno discusso alcuni temi sensibili sotto le Due Torri.
Associazioni, movimenti, gruppi di cittadini hanno discusso di casa, di salute e sanità, di ambiente e mobilità, di urbanistica, di scuola e di questioni di genere città accessibile, elaborando documenti che potrebbero rappresentare una sorta di programma elettorale civico per la Bologna del futuro, a partire proprio dalle elezioni dell’anno prossimo.

I temi dell’ambiente, dei cambiamenti climatici, della mobilità sostenibile e dei progetti urbanistici – non ultimo quello che ancora insiste sui Prati di Caprara – sono stati discussi in uno dei tavoli più partecipati.
“Dal tavolo è emersa la richiesta forte di disincentivare la mobilità privata in favore di quella pubblica – racconta ai nostri microfoni Marco Trotta, consigliere di Quartiere di Coalizione Civica che ieri si è occupato della restituzione del lavoro svolto dal tavolo – ma anche di rendere i trasporti pubblici o almeno accessibili a tutte e tutti”.
Un altro punto riguarda la tutela dell’ambiente, a partire dalle vertenze in essere, come appunto quella per il bosco urbano dei Prati di Caprara o quella contro il Passante di Mezzo.
Un’ultima richiesta riguarda il ruolo del pubblico nel gestire direttamente la mobilità in città, non lasciandola in mano ai grandi proprietari della sharing economy.

Anche il tavolo sulla casa e sul diritto all’abitare ha elaborato proposte, in particolare quattro. “Bisogna rilanciare subito l’abitare pubblico a prezzi calmierati in questa città, sia attraverso l’edilizia residenziale pubblica che l’edilizia residenziale sociale”, osserva ai nostri microfoni Fabio D’Alfonso di Pensare Urbano, che durante il mandato ha promosso un’istruttoria pubblica sul tema.
Il secondo punto riguarda la creazione di un ente comunale che sappia fotografare la situazione effettiva delle politiche abitative, ma anche gestire le distorsioni del mercato degli affitti.
Una proposta riguarda anche la casa per le persone senza fissa dimora, cambiando il sistema di accoglienza improntato sulle grandi concentrazioni, che alimentano lo stigma nei loro confronti, ma puntando sull’housing first, percorsi di autonomia in un vero alloggio.
Il quarto e ultimo punto riguarda un ripensamento delle modalità di abitare. “Sì al cohousing e all’abitare collaborativo – spiega D’Alfonso – ma che siano incentrati su dei veri interventi programmatici di politica abitativa”.

Per la scuola il gruppo di lavoro ha elaborato alcune proposte tenendo conto delle competenze comunali. Da un lato l’edilizia scolastica, annoso tema irrisolto, su cui intervenire non solo per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, ma anche per pensare ad una didattica diversa. Vi è poi il tema della gratuità degli asili nido, che spesso viene evocata ma non è ancora stata realizzata. “Permetterebbe di contrastare le disuguaglianze in partenza”, sottolinea Marina D’Altri, che ha curato la restituzione del tavolo.
Il potenziamento dell’organico, ma anche la dignità del lavoro attraverso adeguate forme contrattuali e salariali sono uno dei punti oggetto di discussione anche oggi, a tre settimane dalla riapertura della scuola.

Nei tavoli promossi da Coalizione Civica si è parlato anche di servizi socio-sanitari e assistenziali, ma anche socio-educativi. Il tavolo è partito sfatando il luogo comune che le esternalizzazioni abbiano comportato un risparmio economico per l’ente pubblico, quando invece impediscono la programmazione e la prevenzione.
“La necessità è quella di una maggiore integrazione tra i diversi servizi – racconta Ramona Ruggeri ai nostri microfoni – ma anche una volontà di rimettere in discussione le condizioni di lavoro di chi opera in questi settori in modo da farlo uscire dalla situazione di bisogno e di precariato”.
La proposta complessiva riguarda un ripensamento dell’architettura stessa del welfare, in modo da garantire un’integrazione dei servizi assistenziali, sanitari ed educativi che metta al centro la persona e non le logiche del profitto.

“Il corpo e la città” era il nome del tavolo che si è occupato di riflettere sull’attraversabilità della città. La base di partenza riguarda la considerazione che la città è stata progettata e realizzata sul modello dell’uomo bianco, etero e abile, mentre è opportuno immaginare interventi che tengano in considerazione tutte le categorie.
“Abbiamo trovato delle parole-chiave che sono accessibilità, inclusività e città femminista”, spiega ai nostri microfoni Francesca Romana D’Amico.
Concretamente si è proposto di lavorare sul tema delle barriere architettoniche, che ancora ostacolano la vita di chi è disabile, ma anche sul tema della sicurezza, mettendo in discussione la sua applicazione in termini muscolari e securitari.
Un altro punto riguarda gli spazi femministi ed lbtq friendly, che negli ultimi anni sono diminuiti nonostante la città si sia sempre fregiata di essere una sorta di capitale di queste comunità.

ASCOLTA LE INTERVISTE SUI TAVOLI DI CONFRONTO: