In direzione Matteo Renzi ha respinto le richieste sulla legge elettorale della minoranza orlandiana, che chiedeva un confronto fra parlamentari, di rifiutare la deriva proporzionalista e di non avere fretta per andare alle urne. Per il senatore Sergio Lo Giudice il “Tedeschellum” porterà necessariamente alle larghe intese con Forza Italia, archiviando le prospettive di un nuovo centrosinistra.

Il futuro governo italiano potrebbe essere composto da Partito Democratico e Forza Italia. La prospettiva che solo qualche tempo fa, dopo anni di battaglie antiberlusconiane, metteva i brividi agli elettori del centrosinistra potrebbe diventare realtà se prendesse corpo l’ipotesi di legge elettorale su cui stanno nascendo convergenze trasversali.
Ne è convinto (e preoccupato) il senatore dem Sergio Lo Giudice, che insieme ad altri 30 colleghi della minoranza orlandiana aveva firmato una lettera-appello a Matteo Renzi prima della direzione nazionale del partito che si è svolta ieri.

“Chiedavamo è di evitare che la legge elettorale che andremo a votare ci conduca verso una deriva proporzionalista, che avrebbe come sbocco le larghe intese – spiega Lo Giudice ai nostri microfoni – Il secondo punto è che ci potesse essere un confronto tra il gruppo parlamentare, ma la direzione ha dato mandato a Matteo Renzi di continuare con le consultazioni delle altre forze politiche”.
Il terzo elemento sollevato dagli orlandiani riguarda la data delle elezioni. Anticipare il voto, anche di pochi mesi rispetto alla naturale scadenza della legislatura, interromperebbe l’iter di diverse leggi importanti, dal codice antimafia al reato di tortura, passando per lo ius soli.

La direzione del partito, dunque, non ha tenuto conto delle questioni poste dalla minoranza. Eppure, dopo le primarie che hanno rimesso in sella Renzi, disarcionato dal referendum del 4 dicembre, lo stesso segretario aveva evocato un’unità che non sembra esserci. La maggioranza del partito sembra proseguire nell’atteggiamento che aveva portato alla scissione dei bersaniani.
La prospettiva del Tedeschellum, inoltre, sembra archiviare definitivamente le ipotesi per la nascita di un nuovo centrosinistra.
“C’è chi dice – osserva Lo Giudice – che il Pd è il centrosinistra, che è nato per raccoglierne tutte le anime. Per farlo, però, bisognerebbe avere un atteggiamento più inclusivo rispetto a quello attuale”.

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