Sembra essere partita con il piede giusto la rete Dalla Parte Della Terra, che sabato ha dato vita al primo appuntamento di mobilitazione e informazione in difesa dei territori. La protesta ha aperto nuove questioni sulla CMC che sembra aver costruito l’80% del muro di Gaza. I comitati sono tutt’ora in attesa di smentita.

L’azienda che ha in appalto la costruzione del tunnel geognostico di Chiamonte in Val di Susa, è stata scelta dalla nascente rete in protezione dei territori come uno dei simboli della speculazione delle grandi opere.

Per questo, sabato scorso, il corteo della manifestazione della rete Dalla Parte della Terra è partito dalla stazione e ha raggiunto i cancelli della sede dell’azienda, dove si è dato vita, armati di terra e carriole, a un piccolo guerrilla gardening. I manifestanti hanno costruito un orto, lasciato e regalato semi. Un’atmosfera “costruttiva” che ha smentito la paura di forti tensioni e scontri con le forze dell’ordine.

Inoltre durante la manifestazione si è chiesto alla CMC di smentire la notizia, data in corteo, secondo cui la cooperativa avrebbe costruito circa l’80% del muro di Gaza. Una notizia che ulteriormente pone il problema dell’etica dell’azienda. Gli organizzatori della protesta sono ancora in attesa della smentita.

Intanto la nascente rete per la protezione dei territori ha già pronto un altro appuntamento: contro l’Impregiro a Milano, insieme al Comitato No Expo, per il 1 e il 2 dicembre.

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