Il 2 ottobre 2019 il Comune di Bologna dichiarò lo stato di emergenza climatica, ecologica e ambientale, un atto che accolse per intero le richieste del movimento ecologista non violento Extinction Rebellion. Per arrivare alla dichiarazione Filippo Guerrini, attivista del movimento, aveva dato vita ad uno sciopero della fame.
A quasi un anno dalla dichiarazione di emergenza climatica, però, il Comune di Bologna non ha mantenuto gli impegni presi. Non ha infatti presentato un piano per il taglio delle emissioni di Co2 in atmosfera, né convocato un’assemblea in cui i cittadini potessero confrontarsi e giungere a soluzioni vincolanti nella lotta ai cambiamenti climatici.

Sciopero della fame: oggi comincia Daniele Quattrocchi

Per pungolare l’Amministrazione comunale al rispetto degli impegni presi, oggi un altro attivista, Daniele Quattrocchi, darà vita ad un’iniziativa analoga. “Farò sciopero della fame finché il Comune non passerà a fatti concreti”, spiega ai nostri microfoni.
Ogni giorno, dalle 16.00 alle 20.00, inoltre, l’attivista sarà in piazza del Nettuno, supportato da altri attivisti e da un presidio medico. “È anche un’occasione per conoscere il movimento e le nostre attività”, osserva.

Extinction Rebellion ha poi delle rivendicazioni precise, che riguardano il territorio bolognese. Il movimento chiede infatti che sia abbandonato il progetto edilizio sui Prati di Caprara, quello del Passante di Mezzo e dell’ex Caserma Mazzoni, e che sia istituita l’assemblea cittadina entro il 2020.
Quanto alla dichiarazione di emergenza climatica, gli ambientalisti chiedono che venga affisso uno striscione sulla facciata del palazzo comunale e nei vari quartieri, che sia diramato un comunicato stampa ufficiale del Consiglio comunale e della Giunta sul sito e sulla pagina facebook del Comune, oltre che nella newsletter ai cittadini.

“Chiediamo che sia organizzato a carico dell’amministrazione – continua il comunicato di Extinction Rebellion – un incontro pubblico con la presenza di scienziati che permetta ai cittadini di conoscere i dati dell’emergenza climatica e ecologica”.
Anche in assenza di dati, però, Quattrocchi sostiene che la sensibilità dei cittadini sui problemi climatici sta aumentando e che il lockdown vissuto a causa della pandemia sia stato d’aiuto per molti per capire che lo stile di vita e il modello socio-economico attuali non siano più sostenibili.

ASCOLTA L’INTERVISTA A DANIELE QUATTROCCHI: